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I dischi più belli del 2017

O comunque quelli che ho ascoltato di più finora

17 maggio 2017

Avrei voluto suonare la batteria

Ricordo benissimo com'è andata: ero in montagna con i miei. Avevo 15 anni. Era primavera e c'era pure un mio amico. A un certo punto ho detto di voler suonare la batteria.
Alla fine non se n'è fatto nulla, vuoi per il casino che avrebbe fatto questo strumento del demonio (manco avessi dovuto suonarla in casa: forse i miei non sapevano dell'esistenza delle sale prova), vuoi perché troppa sbatta andare a cercarla, provarla, comprarla, vuoi per qualche altro motivo che ora non ricordo.

Quindi mi hanno comprato una chitarra.
Classica.
Yamaha.
Ce l'ho ancora, funziona benone.
Non ho mai studiato uno strumento musicale e, purtroppo, si nota.
Ma di questo parlerò un'altra volta.

Dopo la chitarra è arrivato il primo basso (nessuno tra i miei amici lo suonava e, dovendo mettere in piedi una band, la scelta è stata quasi obbligata).
Un Samick nero orribile.
Tipo questo ma, probabilmente, più brutto (però con una paletta sicuramente meno metal e più bella).

Era il 1994.

Tre anni dopo è stato il turno di un Fender Jazz Bass color crema, qui immortalato durante le registrazioni di "Mr Ritchey and the Stereo Theory", secondo cd degli Slumber. 

Se avessi avuto il buon senso di farlo sistemare un po' da un liutaio, probabilmente lo starei suonando ancora adesso. Invece ho fatto l'errore più grave della mia carriera di musicista: l'ho venduto sei anni dopo su Ebay perché nel frattempo avevo comprato un Danelectro Hodad ed evidentemente avevo bisogno di soldi, altrimenti non si spiega. 
Ok: prima che mi diciate "non si vende un Fender per un Danelectro", sappiate che era un Jazz Bass Made in Messico. Però sì: sono stato un coglione.

Il Danelectro è ancora con me (son 14 anni ormai): mi ha accompagnato per gli ultimi mesi di vita degli Slumber, per tutta la storia dei Canadians e per buona parte di quella dei Lava Lava Love. Ora necessita di una gita dal liutatio, ma è sempre stato un compagno molto affidabile: ha una varietà infinita (ok, infinita magari no, però con tre pickup ci si può sbizzarrire) di suoni e, cosa importantissima, non pesa un cazzo.

Più pesante, ma non meno bello, il Fender Mustang che ho comprato sei anni fa.
Volevo un basso a scala corta e quando l'ho visto me ne sono subito innamorato.

Ha completamente sostituito il Danelectro nei concerti perché è molto più comodo da suonare per un quasi totale incapace come il sottoscritto, e poi perché è bellissimo.

Ma non è finita: due anni fa è arrivato questo Epiphone.

Me l'ha prestato il mio amico Fabrizio per le registrazioni dell'ultimo disco dei Canadians (che ancora dobbiamo mixare. Siamo scandalosi).
Dopo svariati mesi ha deciso di regalarmelo, con la scusa del "regalo per il futuro padre".
Grazie Tilda! E grazie Fabrizio!

Ecco: questa è la storia dei miei bassi. 

7 maggio 2017

Ho provato un Wonderboom

Un paio di settimane fa sono stato all'evento di presentazione degli speaker bluetooth WONDERBOOM di Ultimate Ears in una location con una piscina in soggiorno.
Per dimostrare quanto questi speaker resistano all'acqua avevano posizionato un canestro in mezzo alla piscina, con gli speaker utilizzati come palle da basket. 
Insomma: usateli senza problemi in doccia o vasca.

Io comunque continuo a pensare alla piscina in soggiorno.

Ma veniamo allo speaker (quello lì in alto, che mi è stato regalato alla fine della presentazione): tutti i tasti che vi servono sono già presenti nella foto.

Sulla parte superiore troviamo un tasto per accenderlo, uno per l'accoppiamento bluetooth (velocissimo) e uno per mettere in pausa/far ripartire la riproduzione/passare alla traccia successiva.
Due sobrissimi tasti per alzare e abbassare il volume sono la caratteristica principale di questi Wonderboom. Li avete notati, no?
Ah: sul retro c'è la presa usb-b per ricaricarlo.
Niente ingressi audio di alcun genere.

La cosa che colpisce subito è il volume folle che una cosina così piccola (un cilindro alto 10 cm e largo poco meno) riesce a emettere, con bassi belli presenti e alti definiti. 
Potete fare la doccia e disturbare tranquillamente i vicini del piano di sotto e di sopra.

Come tutti gli speaker bluetooth che ho provato negli ultimi anni, anche questi Wonderboom possono essere accoppiati tra di loro. La casa produttrice dichiara 10 ore di durata della batteria (e quasi tre ore per ricaricarli completamente). Non ho controllato la prima affermazione, ma sicuramente sei o sette ore di musica le ho ascoltate senza mai doverlo caricare.

Conclusioni: è fisso in doccia da quando l'ho portato a casa. 
Prezzo: su Amazon si trovano a 99.99 euro.

Disclaimer: spesso ricevo prodotti in omaggio, per testarli ed eventualmente parlarne. Altre volte invece li ricevo solo in prestito, per gli stessi motivi. 
In questo caso Ultimate Ears ha deciso di regalarmi lo speaker.

4 maggio 2017

Ma a te che musica piace?

Ecco una canzone che risponde perfettamente a questa domanda.

Quel suono di chitarra e batteria, la melodia, tutto.

Già amavo molto GRMLN ("Soon Away" è stato uno dei miei dischi preferiti del 2014).
Nuova conferma: il nuovo ep, uscito il mese scorso, è bellissimo!

1 maggio 2017

Un proiettore piccolissimo

Durante la ristrutturazione della casa ho fantasticato spesso sulla possibilità di installare un proiettore in soggiorno o nel mio studio. Alla fine non se n'è fatto nulla: in soggiorno abbiamo preso un 55" che fa ottimamente il suo lavoro, nello studio ho spostato il 32" che mi fa compagnia da anni. Suddivisa equamente anche la questione console: in soggiorno la Ps4, in studio il Nes Classic Mini.

Ancora oggi però controllo almeno un paio di volte a settimana la situazione proiettori su Amazon, giusto perché non si sa mai...

Un paio di settimane fa ho avuto la possibilità di provare un miniproiettore di Asus (lo Zenbeam E1) e adesso vi racconto velocemente com'è andata. Calcolate che, al momento, il 99% della mia esperienza con i proiettori è legato al cinema che s'è costruito in casa un mio amico, che non ha badato a spese e quindi la qualità è praticamente la stessa dell'Arcadia ma in formato casalingo. Però questo Asus l'ho testato in due o tre situazioni particolari e il suo lavoro l'ha fatto bene, soprattutto per un oggetto così piccolo.

Innanzitutto le dimensioni: ho parlato di "mini" proiettore per un motivo.
Qualche caratteristica tecnica al volo: funziona anche senza alimentazione, avendo una batteria che promette 5 ore di durata. Non ho controllato se fosse vera questa cosa delle 5 ore, perché ho una vita.
Poi: non è full hd ma la qualità video è comunque buona. Ha un ingresso hdmi (al quale ho collegato, per queste prove, un chromecast o il nes mini), una presa usb che permette di utilizzarlo come powerbank (chi usa un proiettore come powerbank? Sicuramente qualcuno l'avrà fatto. Io no, eh), un pulsante per accenderlo, quattro pulsanti per smanettare nei vari settaggi, una rotella per la messa a fuoco, uno sportellino coprilente, l'aggancio standard per i cavalletti, l'uscita cuffie (fondamentale, ma si può tranquillamente usare ascoltando l'audio che esce dallo speaker posteriore).

Se siete dei nerd o siete particolarmente curiosi, qui trovate tutte le specifiche.

Ma andiamo subito alle prove sul campo. Avendole effettuate al buio, la qualità delle foto non è eccelsa ma vi permette di farvi un'idea.



Il proiettore è a circa 2,30 metri dalla parete e l'immagine proiettata è equivalente a uno schermo da 85" circa. Da questa distanza e con un'immagine così grande mi son trovato da dio sia con il nes mini che con netflix, anche se netflix risente un po' della luminosità non elevatissima del proiettore, ma si riesce a guardarlo senza problemi (Alicia Florrick qui sembra sgranata, ma è colpa del telefono, fidatevi). 

Il discorso migliora notevolmente avvicinando il proiettore alla parete: il risultato finale è molto più luminoso e più simile allo schermo di una tv. Nelle specifiche del proiettore si parla di un massimo di 120" proiettati, ma io mi fermerei attorno ai 90" per non perdere troppo in luminosità e dettaglio. 

Parlando un attimo del menù, la cosa più importante è l'opzione per regolare manualmente l'immagine proiettata, così da trasformare un trapezio isoscele in un rettangolo se il proiettore non è perfettamente perpendicolare alla parete. Funziona molto bene anche la regolazione automatica di questo parametro, se siete pigri. Io lo sono.
Si fa tutto in pochi secondi, così come il cambio della lingua, le regolazioni di luminosità e contrasto e tutto ciò che è possibile trovare nel menù.

La prova più interessante a cui ho sottoposto questo Zenbeam è stata la proiezione sul soffitto della camera da letto, così da potermi gustare Designated Survivor (che mi fa abbastanza cacare, ma che non riesco a non guardare) restando sdraiato con la testa comodamente adagiata sul cuscino. Ho posizionato il proiettore (sempre attaccato a un Gorilla pod per questi test) sul pavimento a fianco alla mia parte di letto, l'ho inclinato di 90 gradi per sparare il tutto sul soffitto e ho proiettato esattamente sopra di me un'immagine che immagino fosse di un centinaio di pollici o poco meno. 
Fattibile (anche se, come ho detto, con una distanza simile e uno schermo così grande la luminosità ne risente), ma il rischio di addormentarsi aumenta del 75%.
Ah: è silenziosissimo! Si sente solo un lieve ronzio e nulla più.

Ecco: non ho molto altro da aggiungere. Probabilmente è il prodotto perfetto per fare presentazioni di lavoro in qualsiasi luogo senza preoccuparsi della disponibilità in loco di un proiettore, ma regala soddisfazioni anche con videogame e programmi tv.

La prossima volta però voglio provare un proiettore 4k gigantesco che mi permetta di contare tutte le ciglia di Alicia Florrick restando a 25 metri di distanza.