Nel 2018

Alcune cose che vorrei fare

I dischi più belli del 2017

Alvvays, Grandaddy, etcetc

Buon compleanno, Tilduccy

Tutto è iniziato in modo abbastanza normale...

Sapori Solari

Cose buonissime dietro casa

Siena sempre nel cuore

Ciaccini e caldo infernale per i miei 40 anni

12 gennaio 2018

Le mie cuffie

Voi quante cuffie/auricolari usate normalmente?
Io forse esagero un pochetto, ma neanche tanto.

Ecco una breve carrellata di tutto quello che mi metto in testa o mi infilo nelle orecchie quasi ogni giorno.

Partiamo da quelle che uso più spesso: le AKG K430.
Sono ormai mie fedelissime compagne da quattro anni giusti giusti (me le aveva regalate la Vale a Natale 2013) e le uso ogni giorno al lavoro, dalle 9 alle 18 quasi ininterrottamente (fatta eccezione per la pausa pranzo). Le amo molto e oggi ho pure acquistato i cuscinetti nuovi dopo un paio di mesi in cui le ho usate appoggiandomi la nuda plastica sulle orecchie. Non molto piacevole, ma i cuscinetti originali dopo tre anni si son praticamente disintegrati e io son sempre lento a sostituire le cose.

Nel tragitto casa-ufficio-casa o quando sono a spasso invece uso degli auricolari in-ear: i Sony XB70AP (che a volte uso anche al lavoro, soprattutto in estate quando le AKG mi fanno sudare il cervello). Molto gettonate anche quando sono a letto e voglio guardare qualcosa sull'iPad.

A volte però uso un paio di cuffie giganti anche quando sono in giro a cazzeggiare: le Sony MDR ZX750BN hanno l'enorme vantaggio di essere bluetooth, quindi non rischio di strozzarmi col filo quando piglio la metro all'ora di punta (cosa che, a dirla tutta, non succede praticamente mai). Sono anche le cuffie che uso quando guardo la tv in orari improbabili (cioè dopo le 20:30) per non svegliare Vale e la Tilda. Promosse anche per l'ascolto di Spotify da qualsiasi sorgente in ambiente domestico.

E quando invece voglio usare lo stereo (quindi cd e vinili al posto di spotify) ma non posso svegliare mezzo quartiere? Ho queste AKG K141, che uso anche quando devo mixare qualcosa che ho registrato nel mio microstudio casalingo. Tra tutte le cuffie di questa lista son quelle che ho da più tempo e ancora ci vogliamo molto bene. Le ho usate a lungo anche quando registravo ma, da quando ho comprato la batteria, le ho sostituite con un paio di cuffie chiuse che mi isolano maggiormente e che non mi fanno quindi sentire nulla di quello che succede nel mondo esterno mentre sto suonando.

Ecco qui infatti le ultime cuffie della lista, le Sony MDR 7506, che uso quasi principalmente quando suono/registro con Logic (le amo soprattutto quando devo registrare la batteria) e che, per pigrizia, 9 volte su 10 lascio collegate alla scheda audio del Mac Mini, quindi diventano anche le cuffie con cui ascolto più spesso musica e film se son seduto alla scrivania.

Per il momento questa è la situazione, ma son certo potrebbe cambiare nuovamente a breve!
Ah, prima che arrivi il solito furbo a dirmi "bella marchetta": le ho comprate tutte tranne le Sony MDR ZX750BN, che mi son state regalate al primissimo evento a cui ho partecipato quando mi son trasferito a Milano :)
Eravamo io e Piero.

8 gennaio 2018

Una cosa divertente che forse non sapete sui Radiohead

Poco fa ho scoperto che i Radiohead sostengono che Lana Del Rey abbia copiato la loro Creep e adesso il tutto è in mano agli avvocati. Ma non è questa la cosa divertente.

Ecco il pezzo della Del Rey:


I Radiohead non hanno tutti i torti.
Ma cosa dire quindi di questo pezzo del 1974?


E infatti gli Hollies hanno fatto causa ai Radiohead e l'hanno vinta.
Potrebbero farla anche a Lana Del Rey, no?

PS: il pezzo degli Hollies è solo la versione più famosa di quel pezzo.
Questa è la primissima versione, scritta (e incisa) dal padre del chitarrista degli Strokes:


(Fonte: CoS)

Update: L’editore dei Radiohead ha negato che abbiano fatto causa a Lana Del Rey per il presunto plagio di “Creep”

2 gennaio 2018

Nel 2018

Voglio fare mille cose ma già so che ne farò forse una dozzina, però quelle dodici spero di farle bene.
Se poi saranno di più, evviva.

Ne metto alcune qui come promemoria.
Ad esempio non mi dispiacerebbe:

- Dimagrire
Lo dico da troppi anni, ma ora ho una certa età e un certo peso, quindi magari potrei farlo davvero. Sicuramente dovrei.

- Fare più gite fuori porta
Ho una macchina nuova di zecca da usare, una famiglia bellissima da scarrozzare in giro e tantissimi posti da vedere anche dietro l'angolo. C'è anche da dire che sono la persona più pigra del mondo, quindi sarà una bella sfida anche questa.

- Leggere di più
Eh.

- Ascoltare più dischi
Con lo stereo, intendo. Ho rotto il cazzo per avere una stanza tutta per me nella casa nuova, riempirla di dischi, libri, computer, divano, stereo figo assemblato con la dovuta cura e poi? Ascolto solo Spotify in cuffia (e almeno non sono auricolari da 15 euro) o con qualche speaker bluetooth.
E sia chiaro: non sono un audiofilo, ma a volte mi piace prendermi il tempo necessario per prendere un disco dallo scaffale, metterlo nel lettore o sul piatto e non fare altro oltre ad ascoltarlo. La svolta è stato l'ascolto (al cinema) di Automatic for the People qualche settimana fa: una volta i dischi li ascoltavo così (senza fare altro, a parte leggere i testi dal libretto, mica al cinema), ora invece controllo le notifiche delle puttanate che scrivo a caso in rete, vedo se qualcuno ha scritto qualcosa di interessante, chatto. Insomma, quello che facciamo tutti. Invece vorrei ritrovare il tempo per ascoltare solo musica.

- Fare più sport
O, meglio, fare sport. Fosse anche solo andare in bici tre volte a settimana o fare due tiri al campetto dietro casa (ho la fortuna di avere due o tre campi da basket a cinque minuti da casa, ma continuo a rimandare l'acquisto del pallone e delle scarpe, dicendo "prima devo dimagrire". Che è vero: prima devo dimagrire, ma ho imparato che continuare a dire "prima devo dimagrire" non aiuta a dimagrire). Ah, non sarebbe male pure ricominciare col tennis, una volta persi quei 20/25 chili. Insomma: ho la fortuna di essere circondato da campi da tennis e da basket e me ne sto chiuso in casa perché sono un pigro di merda.

- Andare più spesso al cinema
Ora che hanno aperto pure l'Anteo a dieci minuti di metro da casa non ho scuse.

- Evitare che la Vale debba sempre dirmi le cose duecento volte prima di farle
Ad esempio, dopo un anno abbondante, forse potremmo comprare gli specchi nei bagni.

- Far sempre ridere la Tilda
Ok dai, questa è facile: ride sempre.

- Fare più foto
E magari non tutte col telefono.



28 dicembre 2017

I dischi più belli del 2017

O, semplificando, i 10 dischi che ho ascoltato di più nel 2017 perché son quelli che mi son piaciuti di più.

Li metto in ordine alfabetico perché non credo di essere in grado di metterli in ordine di preferenza.
Ho messo pure un disco che non dovrebbe essere in classifica perché è uscito 26 anni fa ma è talmente bello anche in questa cover version che non potevo non metterlo.

































29 novembre 2017

Buon compleanno, Tilduccy

Oggi la nostra bimba compie un anno.


Tutto è iniziato in modo abbastanza normale: dopo 30 ore abbondanti di travaglio finalmente Tilda decide di farsi vedere, l'ostetrica la prende, guarda me e mi fa "senta padre, tagliamo noi il cordone ombelicale perché ha bevuto un po' e dobbiamo farle sputare il liquido".
Io le dico una roba tipo "ah ma guardi, si figuri, non c'è alcun problema, non è che tagliare il cordone ombelicale fosse esattamente la cosa più importante di tutte, preferisco le infiliate in gola quel tubicino lunghissimo per farle sputazzare il liquido che ha ingurgitato, io eventualmente verrò un altro giorno a tagliare altri cordoni, ma per oggi, davvero, va benissimo così".
Quindi poi esco assieme all'infermiera e alla Tilda, andiamo nella stanza a fianco, dove le infilano un paio di volte questo tubo infinito in gola, tossisce, sputazza e nel giro di un minuto è tutto ok. Guardo l'infermiera lavare la bimba, pesarla, misurarla, poi la controlla tutta, io sono in ansia perché non ho mai visto una bambina così piccola, mi sembra abbia tutte le cose al posto giusto, le conto anche le dita per sicurezza. Mi sembra bellissima, però ha la testa allungatissima (non tanto: diciamo tipo la regina madre di Alien), ma non dico nulla. Poi l'infermiera mi fa "eh, ha il piedino un po' storto, vede?", io guardo e mi sembra esattamente identico all'altro. "Probabilmente era in una posizione strana e si è piegato, dobbiamo chiamare l'ortopedico". A me continua a sembrare normale ma colgo la palla al balzo e le chiedo "ma la testa?"
"Ah, vedrà che già nel giro di qualche ora tornerà normale".
Bene dai, niente regina madre di Alien in giro per casa.
E l'ortopedico dice che il piede sta benone. Tutto ok.
Quindi la infagottano per bene, la avvolgono in una copertina rosa e me la mettono in braccio.
È leggerissima, piccina, buffa, tranquilla.
Usciamo e torniamo dalla Vale.
Mi siedo, la Vale mi guarda e mi chiede qualcosa tipo "com'è?" e le dico "è bellissima".
Dopo qualche minuto inizia un pochino a lamentarsi, allora le canticchio la canzoncina scema che le abbiamo cantato per mesi mentre era nella pancia. Si calma immediatamente.
Che bellezza. Speriamo sia sempre così: lei si lamenta, frigna, io le canto "tilduccy, tilduccy, nanananananananananna" (spoiler: ovviamente non ha funzionato per sempre, ma solo per le prime due settimane. Poi la canzoncina è stata sostituita da Space Oddity, che ha fatto il suo ottimo lavoro per un paio di mesi abbondanti. Grazie, David).
Quando finiscono di sistemare la Vale gliela metto finalmente tra le braccia e scatto la primissima foto della Tilda assieme alla mamma, che poi giro a nonni e zii assieme alle info fondamentali: Tilda è nata alle 20:24 ed è bellissima.

Quello che è successo nei giorni successivi non lo scrivo perché l'ha già scritto la Vale, e si sa che la Vale scrive molto meglio di me (e anche di te, fidati).

Però ecco: sono padre da un anno e ogni giorno non vedo l'ora di arrivare a casa per dare i bacetti sul collo e sulla guancia alla Tilda, che ride sempre tantissimo perché la barba le fa il solletico e perché secondo me mi considera un po' il suo giullare di fiducia.

Il mio piccolo amore morbidoso :)




15 novembre 2017

Sapori Solari: cose buonissime dietro casa

Dietro casa mia, ovviamente.
Magari tu abiti a Vercelli e quindi un po' ti devi sbattere per andare a cena (o a pranzo o a merenda) da Sapori Solari, ma sappi che è facilissimo da raggiungere: pigli la M1, scendi a Bande Nere e sei arrivato.

Ma andiamo al dunque: qualche settimana fa sono stato invitato a cena in questa salumeria/ristorante (loro si definiscono "salumeria bistrot") e ne sono uscito con gli occhi a forma di tagliere.


Il locale è stato fondato ed è totalmente gestito da un gruppo di giovanissimi (tutti under 30, se non erro. E se c'è qualcuno over 30, dimostra comunque 24 anni al massimo), amanti del buon cibo e del buon vino. Il loro intento è molto semplice e altrettanto nobile: vogliono far scoprire ai clienti tutta una serie di prodotti normalmente difficili da reperire a Milano (ma pure a Verona o nella già citata Vercelli, se parliamo ad esempio di un carpaccio di tonno commovente proveniente da qualche zona a 1000 km abbondanti da qui).
Piccole realtà sparse in tutta la penisola che forniscono tutto quel che serve per taglieri di salumi e formaggi molto particolari. Quello nella foto precedente è un tagliere di affettati di pesce. Esatto: quella lì che sembra bresaola è bresaola di tonno (potrei ricordare male, ma di una cosa sono certo: è bresaola di pesce, e spero che quel pesce sia effettivamente il tonno, perché odio scrivere cose sbagliate). E quella che sembra porchetta? Porchetta di pesce. Giuro.
Inutile dirvi che era tutto buonissimo. E non solo questo tagliere: anche i 27 successivi che abbiamo avuto la fortuna di provare.

Insomma: i ragazzi di Sapori Solari si sbattono, girano l'Italia (isole incluse) in lungo e in largo, trovano cantine semisconosciute con vini incredibili, trovano la bresaolina (nomignolo che ha mandato tutti gli astanti in visibilio) perfetta e la carne giusta per completare il tris di tartare che tanto abbiamo amato, assaggiano mille cose e, alla fine, decidono cosa portare a Milano. Un lavoro bellissimo che ho apprezzato assai. 






La ciliegina sulla torta? Le torte, tutte fatte in casa da Valentina, la ragazza che, seduta a tavola con noi, ha avuto la pazienza di rispondere a tutte le nostre domande (domandone tipo "mi ripeti che affettato è questo? Ne voglio sei chili", "non è un problema se di questo formaggio mangio anche la crosta e do un morso anche al tagliere, vero?", "ma davvero questa torta vegana l'hai fatta usando il bicarbonato?", "questa cioccolata viene direttamente dal paradiso?").


All'inizio del post ho scritto "salumeria/ristorante", perché effettivamente appena entrate la prima cosa che si nota è un banco da salumiere. E infatti nessuno vi obbliga a prenotare un tavolo: potete farvi preparare le vostre buste di affettati e formaggi e consumare tutto a casa.
Mio consiglio? Una volta prenotate anche un tavolo e fatevi raccontare la storia che c'è dietro ai taglieri e al vino che state consumando: la passione che i ragazzi mettono in tutto quello che fanno è interessante quasi (quasi!) quanto il cibo!
E il locale è davvero molto bello, che male non fa.



10 novembre 2017

La mia bici - Aggiornamento

Alla fine ho cambiato idea sul colore...


29 ottobre 2017

Siena sempre nel cuore

Tempo fa, per festeggiare degnamente il mio compleanno, abbiamo deciso di andare qualche giorno a Siena.
L'idea geniale è stata la seguente: non andiamo il giorno del Palio che c'è troppo casino, andiamo il giorno dopo.
Che c'è lo stesso casino, ovviamente.
Un'ora e mezza per trovare un posto auto libero.
Un'ora e mezza in cui più volte ho scritto alla Vale (che mi aspettava in hotel) "dai, divertitevi, io torno a Milano. Ricordatevi i ciaccini davanti a Nannini. Dì alla Tilda che l'ho amata tantissimo".

Tutto è bene quel che finisce bene: parcheggio trovato a due minuti dall'hotel e subito di corsa a cercare cibo.
Taglieri di affettati e formaggi e due piatti enormi di pici ci hanno dato il benvenuto in città.
Giusto il tempo di pranzare e subito di corsa in hotel perché, tra caldo e bestemmie per la ricerca del parcheggio, ero leggermente provato.


Per tutta la durata del soggiorno siamo stati ospiti dell'NH Siena, un hotel che vedevo quotidianamente nei miei primissimi soggiorni senesi, trovandosi proprio a metà strada tra la contrada dell'Istrice (mia base di partenza di ogni giretto in città e contrada per cui ho sempre tifato durante il Palio) e il centro.
La suite all'ultimo piano, dove abbiamo potuto godere del letto più comodo e grande di sempre (la foto della Tilda non permette di capire le vere dimensioni, ma vi assicuro che era infinito), ci ha permesso di assistere anche a parte dei festeggiamenti dell'Onda, visto che i contradaioli son passati più volte sotto alle nostre finestre (c'è anche da dire che, a un mese di distanza dalla vittoria, amici mi hanno riferito di gente dell'Onda ancora in giro a festeggiare come se avessero vinto il giorno prima. Che bellezza).


L'hotel è in una posizione comodissima: non è lontano da Piazza del Campo (10 minuti a piedi, ma alla fine nessun posto è mai veramente lontano da Piazza del Campo); dietro l'angolo c'è la basilica di San Domenico con relativo belvedere per scattare le migliori foto panoramiche della città; dietro l'altro angolo o quasi c'è il consorzio agrario dove ogni volta lascio un rene per comprare tonnellate di pici, sughi, panforte e affettati vari.
Tutta questa vicinanza al centro l'abbiamo sfruttata al massimo: visto il caldo infernale durante la nostra visita, ogni occasione era buona per "andiamo a riposarci? Dai, un'oretta e poi usciamo ancora".
Cosa preferita dell'hotel (dopo il letto)? La colazione.
L'aggettivo giusto credo sia "esagerata".
C'era davvero di tutto. Ho apprezzato soprattutto l'abbondante selezione di focacce, affettati e formaggi e le seicento brioche diverse. Per i palati più raffinati (tipo il mio, insomma) c'era pure un'ampia scelta di centrifughe con le combinazioni più assurde, tipo panda e sedano, zenzero e colibrì, cocco e menta (mmm, cocco e menta... devo provarlo).


Ovviamente il cibo ha avuto un ruolo da protagonista incontrastato anche al di fuori dell'hotel: non solo ciaccini, ma anche carnazza, formaggi, crostini e pici. Anche questa volta non son riuscito a mangiare una fiorentina, ma prima o poi ce la farò.


Posto consigliatissimo: il Ristorante Particolare. Lo abbiamo trovato nel modo più banale: controllando Tripadvisor o The Fork (la nostra prima scelta, il Carroccio, aveva in vetrina il cartello "Chiuso per vittoria" e chi siamo noi per opporci a tale scelta?), abbiamo prenotato (dio benedica The Fork) e ci siamo presentati vestiti come sempre, scoprendo di trovarci in un posto abbastanza pettinato.


Fortunatamente Tilda era elegantissima. E coccolatissima da tutti i camerieri.
Noi siamo stati invece coccolati da alcuni dei piatti più buoni della nostra vita. 
Se passate da Siena fateci un giro, ne vale davvero la pena.


Informazione fondamentale, soprattutto se avete bimbi piccoli e li portate in giro col passeggino: alcune vie sono talmente in salita - e in discesa - che arriverete morti ma, al culmine di ogni salita, c'è quasi sempre un ristorante che potrà ripagare la vostra fatica.



Siena è sempre una delle mie cinque città italiane preferite e questa nuova visita ha solo rinforzato questa opinione.








Adesso voglio tornarci in inverno, perché i 40° di agosto son stati davvero la morte morta.

Ah, sulla strada del ritorno ci siamo fermati anche a Monteriggioni, un posto che avevo sempre visto o dalla superstrada o in Assassin's Creed 2: tappa obbligatoria, perché è oggettivamente un gioiellino medievale, ma ricordatevi di portare dei contanti, perché l'unico parcheggio potrete pagarlo solo così.


26 settembre 2017

La mia bici

Stasera porterò la mia amata Chesini da Alessandra di La Fuga Bike.
Entrerà così:


Dovrebbe uscire più o meno così:



21 settembre 2017

Per gli amanti del vino ma anche per i simpatizzanti del vino

Qualche sera fa ho avuto il piacere di essere invitato in piazza Ambrosoli 3 (una zona piena di palazzi notevolissimi) per l'inaugurazione non ufficiale del Vinaccio, una "nuova" enoteca milanese.
Uso le virgolette perché in realtà si tratta della seconda sede (la prima è sui Navigli) di un'espansione che, a sentire i soci fondatori, dovrebbe portare il loro brand e il loro duro lavoro in ogni quartiere di Milano e poi chissà dove...

Della serata ricordo soprattutto quattro cose: i vini molto buoni, l'ottima compagnia (ciao Francesca, Francesca, Laura, AlessandroMarco, Delia!), tutti i racconti della ciurma del Vinaccio e la carnazza della cena.

Ma torniamo un attimo al progetto di conquista di Milano.
Meglio: dei quartieri di Milano, perché il Vinaccio si presenta proprio come enoteca di quartiere.
Il posto perfetto se vuoi recuperare al volo una bottiglia da portare a cena ma anche se vuoi fermarti a bere qualcosa, magari facendoti suggerire la bottiglia giusta da Alessandra e Oscar, le colonne portanti del progetto. Non il classico posto ultrafighetto ma un locale molto semplice, luminoso e accogliente dove anche un ignorante in materia come il sottoscritto (so bere, ma non so bere) riesce a sentirsi a proprio agio tra tutte quelle bottiglie.

Quando dico che il posto non è fighetto non dovete pensare alla bettola un po' zozza consigliata però da decine e decine di camionisti: siamo pur sempre a Milano e tutto è curato nel minimo dettaglio.
Un esempio: la legenda sul muro, con la classificazione dei vini in vendita. Facilissimo: quattro giudizi sui vini, dati dagli stessi proprietari. Perché son loro i primi che vengono colpiti dai vini che cercano meticolosamente tra le migliaia di cantine italiane, poi assaggiano e quindi decidono di portare in negozio.
Quella sera ho chiesto due straordinari e un senza parole. Prima di cena, intendo.


Se uno poi non vuol farsi la sbatta di andare in piazza Ambrosoli (magari è un casino parcheggiare? Magari piove? Magari la pigrizia? Magari abita a Lambrate o a Parma?), i vini si possono acquistare anche tramite l'e-commerce che è stato lanciato in contemporanea a questa nuova apertura. Mi dicono (notizia solo per i milanesi) che, ordinando al mattino, per cena avrete a casa vostra un ottimo, un buono, ma pure uno straordinario o un senza parole. Se vi interessa un 10% di sconto usate pure il codice promo dietnam (esatto: il mio stesso nick! Pazzesco).

Tornando alla serata, l'impatto con l'enoteca è stato sicuramente positivo, anche perché mi piace molto quando qualcuno mi invita a qualche evento e poi mi trovo davanti una persona simpatica, divertente e con mille cose da raccontare. Non è una cosa così scontata. 
L'highlight dell'aperitivo è stato sicuramente Oscar che a un certo punto mi fa "Te sì veneto, eh?"
(Dopo un bicchiere di vino ogni mio tentativo di non far sentire troppo la cadenza fallisce, mi sembra evidente)
"Ostia sì, anca tì?"
"Eh, so' de Castelfranco"
"Ah che belo sentir un poco de dialetto, anca se 'l vostro insomma..."
"L'è più elegante"
"Eh oddio, non me par proprio elegante..."

La seconda parte della serata invece s'è svolta nella cantina privata di un noto ristorante in zona Navigli, dove il team del Vinaccio si ritrova due volte al mese per provare i nuovi vini, promuoverli o bocciarli. 


Non siamo stati usati come cavie per nuove candidature alla messa in vendita, ma siamo stati invece viziati e coccolati non solo con altro (sempre ottimo) vino, ma pure con dei pici al cinghiale, una quantità di antipasti che non son nemmeno riuscito a fotografare causa bontà e la carnazza citata all'inizio di questo post, che invece ho documentato perché come avrei potuto non fotografare uno spettacolo simile?

Un post condiviso da Massimo (@dietnam) in data:


Ma veniamo alla cosa più importante: questa era solo l'inaugurazione "finta" per pochi intimi, quella ufficiale sarà venerdì 22 settembre, sempre in piazza Ambrosoli 3.

Fossi in voi e fossi in zona, un giretto ce lo farei.


- Post realizzato in collaborazione con Il Vinaccio -