14 luglio 2014

Il budget

Attiro la tua attenzione perché faccio una cosa che potrebbe interessarti.
Mi dici di scriverti per spiegarti bene questa cosa che faccio e sulla quale si potrebbe collaborare.
Ti scrivo, ti spiego bene la cosa, ti faccio chiaramente capire che, per questo genere di collaborazione, o mi paghi o amici come prima.
Mi rispondi che non hai soldi ma che, se voglio, potrei fare pubblicità al tuo servizio, utilizzandolo e facendo vedere a tutti che lo sto utilizzando.
In tutto questo vorrei capire per quale motivo dovrei dirti di sì, non riuscendo davvero a capire in che modo un'eventuale collaborazione potrebbe far comodo a entrambi.

03 luglio 2014

Il marciapiede

Stamattina una vigilessa mi ha preso per un braccio per farmi scendere da un marciapiede.
Sì, ero in bici sul marciapiede. Da due metri, perché o salivo su quell'angolo di marciapiede in piazza 5 giornate o mi facevo investire da (a scelta): un camion, un taxi, una moto, un tram, una biga. Avrei percorso circa 4 metri sul marciapiede, per poi scendere in corso XXII marzo e rischiare nuovamente la vita.
Grazie al gentile intervento della paladina della giustizia ho fatto solo 2 metri sul marciapiede.
Poi però mi son fermato per dirle che magari la prossima volta il mio braccio non lo dovrebbe toccare, perché non mi piace essere toccato dagli estranei e non mi piace che mi telefoni qualcuno di cui non ho il numero in rubrica. Al suo accenno di protesta sono ripartito, e prova a prendermi la targa, dai, provaci!

Comunque dalla settimana prossima girerò in scooter, quindi addio marciapiedi.

PS: lo so che non posso andare sul marciapiede, eh. Ma a volte preferisco andare sul marciapiede piuttosto che morire, visto che le piste ciclabili un po' ci sono e un po' vaffanculo.

02 luglio 2014

Gente che, secondo me, potrebbe lavorare un po' meglio

Tutte le volte che mi hanno invitato a "un incontro con l'autore del libro blahblahblah", si è sempre trattato di un incontro con altre persone, con un moderatore che, assieme all'autore, presentava il libro e poi la gente poteva fare delle domande.
Insomma, la presentazione di un libro. Facile facile.

Qualche settimana fa sono stato quindi invitato all'incontro con l'autore del libro tizioconlafacciacreepychesivedeintuttelefermatedellametro.
Come sempre, mi ha invitato qualcuno della casa editrice.
In un hotel.
Bello, ho pensato. Un hotel figo in centro a Milano per la presentazione di un libro!

Arrivo alla reception, chiedo "Scusi, saprebbe dirmi dov'è la presentazione del libro?".
"Lì a dx, dietro quelle colonne".

Vado dietro alle colonne e trovo l'autore su una poltrona, davanti a due persone: una lo sta intervistando, l'altra è della casa editrice.
Mi guardano tutti. Si alza la tizia della casa editrice.
Mi chiede chi io sia.
Andiamo bene.
"Massimo Fiorio, mi avete invitato voi"
"Ma per che testata scrive?"
"Nessuna?"

Passo indietro: quando mi invitano a ste cose, lo fanno perché poi, durante la presentazione, io scrivo i miei commenti su twitter, essenzialmente. Quindi la mia testata è twitter, no?

"Ma chi l'ha invitata?"
A questo punto le mostro la mail, perché inizia giusto giusto a girarmi un po' il cazzo, soprattutto per la mancanza di quella cosa chiamata "un minimo di educazione".
"Ah sì, una mia collega. Però adesso l'autore è impegnato, lei per che ora aveva appuntamento?"
"Alle 18" (Erano le 18 in punto)
"Dovrebbe attendere"
"Sì ma guardi che io non ho molto interesse ad intervistarlo (non sapendo cosa cazzo chiedergli e, soprattutto, dove cazzo postare le sue eventuali risposte)"
"Mi spiace del disguido"
"Si figuri, capita a tutti di invitare un po' a caso".
Sorrido, ci salutiamo.

Ma la cosa davvero comica e che più mi ha fatto girare il cazzo è stata una tizia presente su un'altra poltrona, chiaramente in attesa di intervistare tizio.
Durante il dialogo tra il sottoscritto e la ragazza della casa editrice, si alza, viene da noi, e si getta nel dialogo, avendo capito che ragazzacasaeditrice non sapeva chi io fossi e io non riuscissi a dirle di più di un "mi avete invitato voi, e non avete idea del perché? Ah bene, dai".

Intervento di tizia, rivolta a ragazzacasaeditrice, come se io non fossi neanche presente: "Non è che per caso si è accreditato fingendo di essere della nostra radio? Sa, succede spesso..." con la faccia di una che ti sta dicendo "ti ho sgamato e adesso ti cago in bocca".
Io la guardo e le dico chiaramente "No guardi, ci mancherebbe, io sono qui perché mi hanno invitato loro" e lei insiste, parlando con l'altra come se io non esistessi: "Capita spesso che la gente cerchi di partecipare a queste cose dicendo di essere inviata della nostra radio".
Non faccio il nome della radio, ma è una radio abbastanza popolare.

Io, che ero più occupato a chiarire il disguido con ragazzacasaeditrice che non ad ascoltare il tono da stronza di questa cagacazzi, ho prima liquidato il problema con ragazzacasaeditrice. Poi però, prima di andarmene, non avendo davvero colto ancora il tono da stronza della stronza, che nel frattempo era tornata sul suo tronodispade, mi sono avvicinato e le ho detto: "Ah, quindi lei lavora per radioblablabla? Ci lavora anche un mio amico". L'ho detto senza alcun tono polemico, volevo solo capire che cazzo avesse prima da rompermi i coglioni.

"E chi è il suo amico?"
"[Nome amico]"
"Ah, tutti conoscono [Nome amico]. Ma lei quindi cos'è che farebbe per la nostra radio per farsi accreditare?" detto con sguardo vagamente sorridente e l'espressione da "adesso ti inculo".

E lì sbrocco.
"Scusi, magari non sono stato chiaro: mi ha invitato la casa editrice, io non ho nulla a che fare con la vostra radio"
"E lei chi sarebbe quindi?"
"Non credo siano affari suoi"

Mi giro. Me ne vado.
Incazzato come la merda.

Devo scoprire il nome di sta stronza.
Chiedo ad amico. Scopro il nome.
Un nome che è esattamente il sentimento che ha scatenato in me.

Ecco, io a questa signora con quel nome identico al sentimento che ha scatenato in me vorrei dire solo una cosa: "Impari l'educazione e scenda da quel piedistallo di guano".

Comunque la gente che dovrebbe lavorare un po' meglio è quella che mi invita alle cose a caso.
Come quelli che mi hanno scritto per dirmi:
"Salve, La contatto dall' ufficio stampa [nome ufficio stampa] per proporle un' intervista con il grande [nome artista a caso e elenco collaborazioni dello stesso] del quale a brevissimo sta per uscire il nuovo disco".

Risposta mia:
"Gentile [nome tizio], la ringrazio molto per la possibilità! Ho solo una domanda: una volta che avrò intervistato [nome artista], come potrei utilizzare tale intervista?"

Risposta tizio:
"Salve Massimo, mi scusi pensavo avesse un blog o scrivesse per qualche giornale on line..... MI sbaglio ?"

Ho un blog, non ti sbagli. Ho mai pubblicato un'intervista? Ho postato più di una volta ogni due mesi negli ultimi tre anni? E no, non scrivo per giornali online. Cioè, sì, ho scritto per Rockit qualche volta, ma di cose totalmente diverse. E per Wired, di cose totalmente diverse. E no, non ho mai pubblicato un'intervista negli ultimi 8 anni. Quindi sì, sbagli.

Ma il vero problema è che la tizia della casa editrice che mi ha invitato non ha poi mai risposto alla mia mail nella quale le dicevo che, insomma, avermi invitato ad un'intervista non era stata sta gran mossa.

15 giugno 2014

Gente che lavora benone

Arrivo in stazione al mio paesello per scoprire che c'è sciopero dei treni. Ovviamente ho già comprato il biglietto da lì a Milano. Amen.
Vado in auto a Verona, sperando che almeno il treno Verona-Milano ci sia.
Non è ancora segnalato sui tabelloni. Vado all'ufficio informazioni.

"Salve, saprebbe dirmi se il treno delle 18.10 per Milano c'è o se è stato soppresso?"
"Non ci sono treni per Milano alle 18.10"
"Strano, lo prendo ogni domenica"
"Impossibile. Forse intende quello delle 18.40"
"Guardi, sono certo" e inizio ad armeggiare sul telefono.
"Mi faccia vedere"
"Ecco, guardi: 18.10, per Milano"
"Ah, ma circola la domenica"
"Infatti oggi è domenica"
"..."
"..."
"Comunque dovrebbe esserci"
"Grazie"
"Prego"

Sta testa di cazzo.

11 giugno 2014

[Sexting sui mezzi pubblici] - La signora e l'avvocato

Lo confesso: quando sono in metro o in autobus e vedo un telefono a portata di sguardo, non riesco a non spiare un attimo ciò che vedo sullo schermo.
Sono l'unico? Naaaaaaah.

96 volte su 100 il telefono è aperto su Whatsapp. Da questo si deduce una cosa importante: la gente ancora usa Whatsapp invece di quella cosa fantastica chiamata Telegram.

Ma veniamo all'argomento del post: il sexting.
Lo abbiamo fatto tutti, lo so.
Magari però siamo stati più discreti e non lo abbiamo fatto sotto gli sguardi di mezzo autobus.

Ma andiamo al sodo: la trascrizione fedelissima (per le cazzate ho una memoria pazzesca) di quanto letto sui telefoni di una signora e di un (presumo) giovane avvocato. E no, non mi sto inventando nulla. La gente adora le faccine :)

Storiella #1 - La sessantenne forse sessantacinquenne
Autobus 78, tra Lotto e Lorenteggio
Lei: "Sei già sveglio?"
Lui: "Resto ancora a rotolarmi nel letto"
Lei: "Mi rotolerei volentieri con te :)"
Lui: "Passi stasera?"
Lei: "Mi scopi come l'ultima volta? ;)"
Lui: ":)"

Storiella #2 - Il giovane avvocato (immagino fosse un avvocato perché è sceso al palazzo di giustizia ed era molto più elegante di me)
Autobus 73, tra San Babila e Linate
Lui: "Succhia e stai zitto" "Quando mi dai il culetto? :)"
Lui: ":) Non sei passivo quindi?!
Lui: "Dai rispondimi"
Lui: ":)"
Lui: "Non mi dici cosa vorresti?"
Lui: "Cerca su google: preparare il culo"
Lui: "Dimmelo tu"

Per oggi è tutto.