12 maggio 2015

Io e la palestra

Da qualche mese ho iniziato ad andare in palestra. Ci vado al mattino, prima di andare in ufficio. Esco di casa alle 7, arrivo in palestra alle 7.25, ci resto fino alle 8.40. “Ora raccogli la palla”. Non intendeva una delle mie, ma una palla medica. 5 chili. Onesta. “Ora piegati sulle gambe e poi alzati alzando la palla sulla testa. Così, due serie da 15”. Erano solo 5 chili, ma sembravano 500. Tra me e me penso “Ok, avremo finito per oggi”. “Piegamenti”. Adesso vomito. Non vomito. Gentilmente mi concede di farli appoggiandomi sulle ginocchia. Due serie da 10. Non ce la faccio più. “Abbiamo quasi finito”. Trenta addominali, veloci, senza pause. Vomito. Non vomito. Però non vomito. Normalmente faccio quaranta minuti tra tapis roulant, ellittica e cyclette. A caso. Poi faccio un po’ di macchine per braccia e petto. E basta. Sempre a caso, sempre senza sforzare troppo, sempre dopo aver letto bene come usare sti macchinari del cazzo. Tanta ignoranza. Stamattina stavo facendo il mio chest press quando vedo che l’istruttore mi sta parlando. Tolgo le cuffie. “Guarda che secondo me non è l’esercizio giusto per te”. Inizio un dialogo con Cisco, un ragazzo di colore grande sei volte me, che alla fine mi fa “Dai, oggi ti spiego un po’ di cose”. Prima cosa: “Sei grande e grosso, questa macchina non ti serve a niente, vai sulla panca”. Vado sulla panca, mi mette un po’ di pesi per parte e mi fa fare tre serie da 10. Alla fine della terza serie mi viene da vomitare, ma fingo e sorrido. Poi mi fa fare due macchine per il dorso. Quelle son state più tranquille. “Devi metterti così, questa è la posizione giusta, i gomiti così, la schiena così, il sedile a questa altezza, le braccia così, devi sentire che stai caricando questa parte del dorso”. Ok, fatto, molto meglio della panca. Seconda cosa: “A volte vai anche al piano di sopra e fai un po’ di esercizi a corpo libero”. Andiamo al piano di sopra, mi lancia una corda. “Sai saltare la corda?”. Saltare la corda è una delle 10 cose che so fare meglio in vita mia, per fortuna. Salto 10 minuti. Voglio vomitare. Non vomito. Lo ringrazio. Ci salutiamo. Non credo vorrò un personal trainer fisso ma almeno oggi ho imparato alcune cose che prima ignoravo. Vado in doccia. Ho talmente male alle braccia che quasi non riesco a farmi lo shampoo. Sto di merda. Magari vomito in doccia. Non vomito. Esco dalla doccia. Non riesco neanche a vestirmi. Mi vesto. Esco. Percorro i cento metri tra la palestra e l’ufficio impiegandoci 10 minuti. Prendo l’ascensore. Entro in ufficio. Saluto tutti, mi metto sul divano. Vomito. No, non vomito, però inizio la settimana con dieci minuti sul divano. Ora ho male ovunque. Non ancora.

6 maggio 2015

[Le ricette di Dietnam]: La pasta col burro

Inizia oggi la rubrica "Le ricette di Dietnam", che vi terrà compagnia da qui a fine Expo.
Ho deciso di entrare nel dorato mondo dei foodblogger/chefblogger dopo aver letto alcune ricette talmente complicate che anche Kishka (il mio gatto senza denti) sarebbe in grado di preparare usando solo le zampe posteriori.

Andiamo subito al dunque: la pasta col burro.

Ingredienti per 2 persone:
-pasta 200gr
-sale grosso
-burro 40gr
-parmigiano qb

Fate bollire l'acqua. Una volta compiuto questo gesto eroico buttate un pugnetto di sale e la pasta, dopo aver controllato quanto deve cuocere (sulla confezione ci sarà una scritta simile a "10 minuti" o qualcosa del genere).
Nel frattempo mettete 20 gr di burro in ogni piatto.
Scolate la pasta.
Buttatela nei piatti.
Mescolate.
Buttateci il parmigiano.
Mangiate.

Alla prossima!
(spoiler: la prossima ricetta sarà "Preparare il caffè con la moka")

22 aprile 2015

Scrivo male ovunque

Da quando i tasti fisici dei telefoni sono stati rimpiazzati dal touch non sono più in grado di scrivere.

Ho provato milioni di tastiere diverse, alcune anche col T9 (e i tasti disposti come su un normalissimo telefono che ho avuto tra il 1999 e il 2010): la merda della merda.
Ora sto utilizzando swiftkey, ma spesso devo cancellare e riscrivere sei volte, perché ho i polpastrelli diversamente abili, e credo che la colpa sia anche delle dimensioni dello schermo.
In vita mia son passato dai 3,7" dell'Htc Desire ai 4,7" del Padfone2 di Asus ai 4,95" del Nexus 5. In mezzo a questi ci son stati anche un paio di Blackberry (uno non credo di averlo mai usato, l'ho rifilato subito a mio fratello, che probabilmente ancora mi odia; l'altro è stato il mio primo telefono aziendale appena arrivato a Milano, ma ha cessato di vivere dopo pochi mesi).
Con ogni telefono ho pensato "dai, ora forse la smetterò di fare seimila refusi". Il tempo di provare a scrivere e il risultato è sempre lo stesso. A questo punto inizio a collezionare certezze: la colpa è chiaramente mia.
Eppure ho le mani piccole, e le dita sono proporzionate alla dimensione delle mani. E i polpastrelli alla dimensione delle dita. Niente da fare: sono l'equivalente touch di un medico che deve scrivere una ricetta.

Da qualche settimana ho fatto il passo successivo: i 5,5" dello Zenfone 2 che mi ha regalato Asus. Sembra enorme rispetto al Nexus 5 ed è un'utopia usarlo con una mano sola mentre con l'altra preparo la cena.












Certo, ha l'opzione per ridurre l'area di utilizzo dello schermo, così da poterlo usare una mano sola, ma evidentemente sono un caso irrecuperabile di incapacità di digitazione corretta al primo colpo.



















Esteticamente però è proprio belloccio. Un paio di sere fa l'ho usato con Popcorn Time e devo dire che lo schermo più grande dei suoi predecessori s'è fatto amare parecchio.

Ah, dimenticavo: ha i tasti sul retro (per il volume, per catturare uno screenshot, per fare le foto, e sicuramente per fare altre mille cose che ancora non ho scoperto), così sui bordi non c'è niente che possa intaccare il design del tutto (e non a caso l'hanno presentato durante la Milano Design Week).

Comunque il vero problema è che, se prendo in mano una penna e provo a scrivere qualcosa, il corsivo non so più nemmeno cosa sia (il risultato sembra un misto tra l'arabo e l'alieno) e lo stampatello impiego più tempo a decifrarlo che a scriverlo.

I vicini hanno appena urlato: forse ha segnato qualcuno in Champions.


10 aprile 2015

Ho un telefono nuovo

Da qualche giorno ho iniziato a usare uno Zenfone2. La mia precedente esperienza con Asus era stata molto positiva ma si era conclusa in modo tragico: il mio amato Padfone schiacciato sotto le ruote della mia stessa auto. Non sto a darvi ulteriori dettagli, diciamo solo "sfiga clamorosa".

Il primo impatto con lo Zenfone è stato sicuramente "che jeans devo comprare per tenerlo in tasca?". Oltretutto ho le mani piccole e quindi devo usarle sempre entrambe (anche se c'è l'opzione per usarlo con una mano sola, rimpicciolendo lo schermo), perché 5 pollici e mezzo non sono pochi. Nota positiva: smetterò totalmente di controllare i messaggi che ricevo quando sto guidando, allungando sensibilmente la mia aspettativa di vita.

Il secondo impatto è stato: oh, sto cenando e ho ancora il 30% di batteria.
Ecco: questa è la cosa che più mi interessa in un telefono. Voglio uscire di casa al mattino e sapere che non mi serviranno le trentasette batterie esterne che ho comprato o che mi hanno regalato negli ultimi due anni, soprattutto ora che non giro più con borse, zaini e, a giorni, una giacca.
E un'altra cosa molto positiva è che si ricarica molto velocemente (nel sito dichiarano 60% di ricarica in 40 minuti, non ho controllato col cronometro in mano, ma ci mette sicuramente meno di altri telefoni che ho avuto).

Come si può notare dalla foto, sfrutterò le dimensioni dello schermo anche per godermi PopCornTime (solo io e Riccardo - tafka Mist - lo usiamo con quella leggera ma spiacevole sensazione di "oddio, potrebbe essere l'ultima volta che lo uso! Oddio, domani chiuderanno tutto e arresteranno tutti!"?) quando sarò troppo pigro per alzarmi dal divano e accendere il computer o recuperare un tablet. 

Vabbeh, adesso vado a comprare un paio di pantaloni con i tasconi sulle cosce. Son già tornati di moda, no?



3 aprile 2015

Play hard, work hard

Se qualche anno fa fossi riuscito a conseguire quella maledetta laurea in ingegneria (o quella in economia, o l'altra che quasi non ricordo in cosa fosse), probabilmente avrei desiderato tantissimo partecipare a un concorso come Freshhh.



In pratica, se sei uno studente interessato a lavorare nell'industria del petrolio et similia e hai due amici altrettanto interessati, potreste vincere un lavoro in MOL Group e una fetta del montepremi di 25mila euro, che male non fa.

Lo scopo dell'iniziativa è quello di dare a gente qualificata l’opportunità di lavorare per davvero sul campo. Gente disposta a farsi un discreto culo, insomma.

Diciamo che, con la mia (mai conseguita) laurea in Ingegneria delle Telecomunicazioni, sarei stato leggermente fuori target, ma sono certo che ci siano centinaia di studenti potenzialmente interessati.

Un riassunto velocissimo delle sfide che i team (di 3 studenti ciascuno) dovranno affrontare?
1- fondare una nuova compagnia petrolifera a partire dalla prime fasi e prendere decisioni sulla ricerca e sviluppo
2- trovare nuovi bacini di petrolio
3- costruire una raffineria di prodotti diversi e sviluppare il miglior portfolio al fine di generare profitto

Una specie di Sim City del petrolio, insomma.

La cosa più interessante sarà la finalissima, che si svolgerà a Budapest il 28 maggio.
Io mi iscriverei anche solo per tornare a Budapest!