Gipsy è orrendo

Noia, noia, noia

Sono tornato ad Android

Ma solo per un mese

Se volete pranzare vicino al mio ufficio

Qui vi consiglio una decina di posti

I dischi più belli del 2017

O comunque quelli che ho ascoltato di più finora

29 luglio 2017

Il cinema sul furgone?

Vivo a Milano da tre anni e mezzo e una delle cose che ho amato da subito di questa città è l'ampia offerta quotidiana di cinema e film. 
"Andrò al cinema in continuazione" ho pensato al momento di trasferirmi.
Poi non è andata così, principalmente per una questione di pigrizia, ma sono sempre in tempo per rimediare. 
Ad aiutarmi in questo è arrivato un nuovo progetto di cinema all'aperto voluto dal Comune di Milano in collaborazione con Sky. E si sa quanto io ami il cinema all'aperto: un anno ho consumato i seggiolini del Mare Culturale Urbano quando ancora proiettava nel cortile delle scuole di via Fratelli Zoia; l'anno dopo sempre al Mare ma nel piazzale di Cenni di Cambiamento; quest'anno ho già testato quello all'ex Mercato Metropolitano.
Ieri è iniziato Cinequartiere: un furgone-transformer che porta il cinema in alcune zone periferiche, con l'ormai giustamente abusato sistema delle cuffie wireless per non disturbare i vicini. Un sistema che funziona benone ma che ha solo un piccolo difetto: ritrovarsi le orecchie a 2000°.
Prima tappa un posto che conosco benone (perché lì a fianco c'è il teatro dove la Vale faceva il saggio di improvvisazione): Piazza delle Donne Partigiane alla Barona (non ho mai indagato a fondo su questa struttura, ma prima o poi lo farò).
I primi film due film in programma li conosco altrettanto bene: X-men Apocalisse e Zootropolis.
Se ieri vi siete persi il primo, oggi non perdetevi il secondo: mooooooolto più bello e divertente, fosse anche solo per la scena con i bradipi (e poi diciamocelo: l'ultimo X-Men è davvero bruttino).

Se volete vedere gli altri film in programma e le tappe del furgone di Sky, trovate tutto qui: http://adm.ms/cQV7FN

Io credo andrò a vedere anche Perfect Day, ma un Zoolander 2 lo riguarderei molto volentieri...

27 luglio 2017

Innamorarsi di un disco con vent'anni di ritardo

La settimana scorsa ho visto Friends from College: carino ma la vera chicca è la colonna sonora (ne ho già parlato in un altro post).
Proprio ascoltando la playlist ho scoperto una band olandese attiva dalla metà degli anni '90, tali Johan.
Il pezzo è davvero letale: semplice, melodia killer, ritornello perfetto, tutto al posto giusto.



Incuriosito, ho ascoltato il disco in cui è contenuto e sono impazzito.


Ho cercato subito su Amazon ma niente da fare: introvabile.
Quindi son passato su Ebay e ho trovato un tizio olandese che ne vendeva una copia ancora incellofanata.
In meno di un'ora dal primo ascolto ho comprato questo disco uscito nel 1996 e che mi ha strappato via il cuore come non succedeva da tantissimo tempo.
Sono sempre molto felice quando succedono queste cose.

Impatto simile lo aveva avuto il disco d'esordio dei Nightmare of You, con la differenza che quello l'avevo scoperto appena uscito, questo dei Johan invece l'ho beccato con 21 anni di ritardo.

Adesso vi metto sia il disco dei Johan che quello dei Nightmare of You, sperando vi facciano impazzire quanto hanno fatto impazzire me.



24 luglio 2017

Corriere della Sera o Rotten?

La svolta gore del Corriere della Sera è impressionante.
Sarebbe bello che un giorno ci spiegassero questa imbarazzante scelta editoriale (sì sì, lo sappiamo già tutti il motivo).

Che schifo.

L'immagine può contenere: 1 persona, con sorriso, sMSL'immagine può contenere: 2 persone, matrimonioL'immagine può contenere: 1 persona, sMSL'immagine può contenere: sMSL'immagine può contenere: 2 persone, sMSL'immagine può contenere: incendioL'immagine può contenere: 1 persona, con sorriso, sMSL'immagine può contenere: sMSL'immagine può contenere: 2 persone, persone che sorridono, sMSL'immagine può contenere: 1 persona, con sorriso, sMSL'immagine può contenere: sMSL'immagine può contenere: sMSL'immagine può contenere: sMSL'immagine può contenere: una o più persone e sMS

22 luglio 2017

Cose che succedono a Milano

Il Mercato Metropolitano era una cosa molto bella che ho avuto modo di sperimentare solo un paio di volte prima che venisse chiuso e smantellato. Adesso, negli stessi spazi (a fianco alla stazione di Porta Genova), hanno allestito un area che, fino al 14 ottobre, fornirà cibo e intrattenimento a tutti quei milanesi che non abbandoneranno la città nei mesi estivi e a tutti i turisti che vorranno passare una serata in un ambiente un po' diverso dai localini sui navigli dietro l'angolo.


Per il cibo ci sono gli immancabili food truck; per chi ha voglia di sudare si può scegliere tra il campo da calcetto, da basket, i tavoli da ping pong e i biliardini; una sede staccata del Libraccio fornisce invece libri e dvd (tutto usato, se non erro).
Lo schermo che si vede invece nella foto è il cinema all'aperto (ma coperto, utile in caso di diluvio come ieri sera), dove vengono proiettati film e serie tv di Sky (la settimana prossima fanno una maratona di Gomorra, ad esempio).
Non so se esista già un programma completo delle proiezioni ma, se siete in zona, fateci un giretto: l'ingresso è gratuito e avrete modo di verificare  con i vostri occhi in che modo gli scali ferroviari milanesi si stanno trasformando in qualcosa di più utile per i cittadini.
Importantissimo: ricopritevi di Autan o girate con una muta perché le zanzare che ho incontrato ieri sera le ricorderò per molto tempo (fortunatamente anche loro ricorderanno le mie mani).

Se volete altre info, trovate tutto qui: http://adm.ms/R63G87



21 luglio 2017

Ho quasi 40 anni e mi son reso conto di non aver più voglia di discutere

Ho passato praticamente gli ultimi 15 anni a dire "guarda che hai detto una puttanata" a qualcuno che, secondo me, aveva appena detto una puttanata.
E anche così credo di averlo fatto solo con il 2% delle persone che mi hanno fatto pensare "puttana troia cosa sta dicendo 'sto coglione? Adesso gli rispondo".
Ultimamente (da quando vivo a Milano, diciamo) uno dei miei passatempi preferiti è rispondere ai tizi che commentano nella pagina del Comune.
Però alla fine chi se ne incula? Chi cazzo è sta gente? E chi se ne incula pure delle puttanate che scrive la gente che conosco?
Non è che facendo notare che hanno appena scritto una cosa che era meglio si fossero ficcati nel culo cambierà qualcosa.
Non cambia mai un cazzo, ma proprio mai!
O comunque non grazie a una mia brillantissima osservazione che mi fa sentire tanto fico e intelligente ma che, alla fine, si rivelerà l'ennesima inutile perdita di tempo e non sono nemmeno fico e intelligente: ho solo buttato secondi, minuti, ore preziose.
Voglio che non me ne freghi più un cazzo di quello che leggo, scritto da gente inutile.
Voglio stare solo con (e leggere solo) i miei amici o comunque con le persone che stimo.
La mia fottuta bolla. E vaffanculo.

20 luglio 2017

Gipsy è orrendo

Ieri sera io e la Vale abbiamo finito di guardare Gipsy, una delle ultime produzioni Netflix.
Mamma mia che cosa orrenda!
Secondo la Vale si salvano solo i cappotti di Naomi Watts, io invece non salvo nulla.
Noioso, inconcludente, sembra sempre sul punto di diventare un thriller e invece non succede mai un cazzo. Mai mai mai.
I personaggi fanno tutti schifo e meritano tutto l'odio possibile.
La barista è scema come la merda, il marito e la segretaria due palle infinite, l'ex della barista speravo crepasse nella prima puntata, la madre iperprotettiva vaffanculo, la figlia che vive in una comune hippie dio ce ne scampi, la tossica è tanto bellina quanto inutile e il personaggio della Watts fa più schifo di tutti questi messi assieme.
Fortunatamente c'è la figlia di 'sti due sfigati a rendere tutto meno terrificante, ma anche lì si tratta proprio di voler cercare qualcosa di simpatico in un mare di merda.
Durante l'ultima puntata ho continuato a ripetere "Credo di non aver mai visto nulla di più brutto".

Per fortuna, prima di subire le ultime due puntate di questa tortura, abbiamo iniziato a guardare Friends from College. Le recensioni lo stanno stroncando praticamente ovunque (cito il Guardian: "If you liked Friends From College: get help") ma noi - sarà per il contrasto con Gipsy, sarà perché la Tilda si stava divertendo sul tappeto davanti alla tv, sarà perché avevamo appena mangiato molto bene - ci siamo divertiti molto con le prime tre puntate. Molto del merito va alla colonna sonora ("Cut your hair" dei Pavement, "Cannonball" delle Breeders, "Don't look back in anger" degli Oasis le prime che ricordo). E poi c'è Cobie Smulders.
Qui la playlist della colonna sonora:


Sempre parlando di Netflix, ultimamente abbiamo visto Glow e lo abbiamo amato alla follia, ma son certo lo abbiate già visto e già amato alla follia anche voi, quindi inutile dilungarsi.
Invece ora son molto curioso di vedere Ozark, dopo che ieri è partito il trailer a tradimento alla fine di Gipsy.
Ve lometto qui sotto perché secondo me anche voi vorrete tantissimo guardarlo.

18 luglio 2017

Faccio schifo

Me ne sono accorto ancor di più dopo aver tagliato barba e capelli.
Sono grasso. Tanto grasso.
Ufficialmente obeso, dice il BMI.
Fortunatamente sono un tipo di ciccione che non sembra così ciccione.
Sia chiaro: nessuno direbbe che sono magro.
Sono grosso, quello lo nota chiunque.
Meno gente nota invece il mio essere davvero grasso.
"Peso 104"
"Ma dai, ma è impossibile"
"Eh"
"Però sei alto"
C'è questo mito che io sia alto.
Non è vero: sono un metro e ottantuno centimetri (non controllo da secoli, ma dubito di essere cresciuto dall'ultima volta). Mi considero normale.
Anche la nutrizionista, quando mi ha fatto salire su quella cazzo di bilancia col manubrio, mi ha detto "lei è fortunato".
Immagino che la fortuna si riduca al non dimostrare facilmente questo fare schifo.
Perché sì: faccio davvero schifo al cazzo.
Ho una faccia che sembra il doppio di quella che ricordavo (grazie barba per nascondere certe cose e rendere tutto più bello), una panza enorme, faccio fatica a fare qualsiasi cosa, comprarmi da vestire è un incubo (la taglia 52 mi va stretta, la taglia 54 mi va larga), ho praticamente smesso di fare sport e vi giuro che è più una conseguenza che una causa dell'essere così.

Mi sono rotto il cazzo.
Uno dei miei migliori amici ha perso 30 chili da settembre, con una dieta importante e tantissima palestra.
Io mi accontenterei di perderne 25 nei prossimi 12 mesi.
Rido.
Però non voglio che la Tilda abbia un padre che fa schifo.

5 luglio 2017

Le "piccole" truffe di Telecom

Sono cliente Tim da due ore e già vorrei prenderli tutti a sberloni (tranne il ragazzo del call center).
Ora vi spiego perché.

Sabato scorso sono andato al Centro Tim di via Leoni a Verona e ho chiesto informazioni su Tim Ten Go. La ragazza mi ha spiegato tutto per bene: 10 euro ogni 4 settimane per avere 10gb e chiamate illimitate verso chiunque.
Ho chiesto più volte "pago solo questo?" e ogni volta mi è stato risposto "sì, solo 10 euro ogni 4 settimane".
"Niente sms?"
"Niente sms"
"Ok dai, facciamolo".

Facciamo tutto, mi fanno firmare le solite scartoffie e mi chiedono 27 euro.
"Ma non costava 17?"
"Eh no, dal primo luglio costa 27"
Ho fretta, me ne sbatto e pago.

Mi dà la sim e mi dice "ok, abbiamo finito".
"Scusi, potrebbe farmi una copia di tutto quello che mi ha fatto firmare?"
"Ah, uhm, sì, ok" un po' perplessa per la mia richiesta.
"Sa, giusto per avere nero su bianco che ho attivato Tim Ten Go e non altre cose"
"Ok, ma lì troverà il nome di un'altra offerta (Tim Prime Go), che è quella di default della sim, che verrà poi sostituita da Tim Ten Go".
"Ok, ma da qualche parte mi scrivete che ho attivato Tim Ten Go?"
"Se ripassa più tardi le diamo tutto, prima dobbiamo attendere che i sistemi accettino la richiesta"
"Uhm, ok, ripasso tra un paio d'ore", perplesso pure io.

Dopo un paio d'ore ripasso ed effettivamente mi danno i documenti su cui c'è scritto che mi attiveranno Tim Ten Go. Le chiedo ulteriormente "non è che ho altri servizi a pagamento attivati?".
"No, però le do anche un foglio con le spiegazioni per disattivare tutto quel che desidera"
"Ma se mi ha detto che non c'è nulla a pagamento?"
"Beh, magari comunque non desidera alcuni servizi, anche se gratis"
"Oh dai, gentilissima, grazie!"

E me vado.

Stamattina finalmente la sim Wind crepa e inserisco quella Tim, che dovrebbe avere 5 euro di credito.
Per scrupolo controllo e vedo che ci sono 4,51 euro.
Ops, mancano 49 cent.
Cerco un attimo in giro e vedo che Tim Prime Go costa proprio 49 cent a settimana!
Esatto, l'opzione di default che doveva essere sostituita da Tim Ten Go.
Penso "forse non si è ancora attivata Tim Ten Go?", bestemmiando lo stesso.
Controllo: è attiva.
Le bestemmie aumentano.

Chiamo il 119. Mi risponde un operatore gentilissimo.
"Scusi, ma quando al Centro Tim ho chiesto più volte se ci fossero costi extra mi era stato detto di no"
"Eh, lo fanno spesso nei Centri Tim"
"Bene dai. Quindi dovrei pagare 49 cent ogni settimana ora?"
"Sì, oppure può disabilitare Tim Prime Go".
"Beh sì, non me ne faccio un cazzo, avendo Tim Ten Go che fa le stesse cose!"
"Ok, però la disattivazione costa 3 euro"
"Scusi? Quindi pagherei 10 euro ogni 4 settimane + 49 cent a settimana oppure 10 euro a settimana e 3 euro adesso per disattivare una cosa che non dovevo nemmeno avere e che già mi è costata 49 cent?"
"Sì, e ha anche attivi i servizi LoSai e ChiamaOra, che costano 1.90 euro ogni due mesi. Però quelli posso disabilitarli gratuitamente"
"Ma le sembra normale che in un vostro Centro Tim non mi abbiano detto un cazzo di queste cose e anzi mi abbiano confermato più volte che avrei pagato solo 10 euro ogni 4 settimane? Oltretutto nelle istruzioni che mi hanno dato per disattivare i vari servizi c'è scritto che cambiare il piano tariffario è gratuito, invece lei mi dice che costa 3 euro"
"Mi dispiace davvero, ma purtroppo i Centri Tim fanno un po' quello che vogliono"
"Bene dai. Mi tolga un'ultima curiosità: le risulta che attivare il servizio costi 27 euro?"
"No, costava 17 e ora costa 20"
"Perfetto"

Quindi ho pagato 3 euro per disabilitare quel servizio di merda, 49 cent perché avevo appunto quel servizio di merda, e dei soldi in più a caso per attivare questa offerta che già sto odiando con tutto me stesso.

Il ragazzo del call center mi ha dato una mail (119@telecomitalia.it nel caso vi servisse) a cui richiedere almeno il rimborso dei 3.49 euro.
"Ci provi".

Ci proverò, però ora ho tanta voglia di tornare al Centro Tim di via Leoni a Verona.

PS: mi segnalano anche questa ulteriore "truffa" di Tim. Più di un amico mi ha detto che succede davvero e molto spesso. Evviva :)

29 giugno 2017

Aggeggi tecnologici

Fosse per me, passerei le giornate a provare nuovi aggeggi più o meno tecnologici.
Fortunatamente c'è Sony che, nelle ultime settimane, ha deciso di inviarmi due prodotti con cui divertirmi.

Il primo è uno speaker bluetooth, l'evoluzione dell'XB3 che ho da un anno circa: l'XB40.


Rispetto al modello precedente, questo ha alcune caratteristiche un po' più "tamarre" (ad esempio l'illuminazione che segue il ritmo del brano, ma che si può tranquillamente disabilitare) ma anche decisamente migliori: volume e bassi più potenti in primis, esteticamente lo trovo molto più bello (o comunque si adatta meglio all'arredamento di casa mia, che equivale ad almeno 5 punti in più). Per ricaricarlo ha un suo alimentatore, mentre la presa usb che ha sul retro serve per ricaricare altri dispositivi (io l'ho usata per attaccarci un ventilatore, trasformando immediatamente un ottimo speaker bluetooth in un oggetto imperdibile durante l'estate). Ah: è impermeabile, quindi magari non potrete usarlo dentro alla piscina, ma a bordovasca sicuramente.

Il secondo aggeggio è un lettore bluray 4K Ultra Hd: l'UBP-X800.


Anche vicino alla Ava è bellissimo: niente display, due pulsanti (uno per accenderlo, uno per aprire lo sportello), uno sportellino con l'ingresso usb e un telecomando per gestire tutto (ha anche il pulsante per accedere subito a Netflix, visto che all'interno ha un sistema operativo che permette di utilizzare i maggiori player streaming, oltre che guardare il bluray inserito o i contenuti della chiavetta usb).
Ha tutte le caratteristiche che dovrebbe avere un lettore bluray di questo livello (quindi, se siete appassionati di 3D e avete una televisione che lo supporta, questo lettore legge anche i bluray 3D), ma quelle che più interessano a me sono l'HDR e il 4K.
Al momento le mie uniche esperienze con queste tecnologie sono i contenuti Netflix che offrono tali "extra", quindi ho subito acquistato Revenant per testare il lettore (nella confezione c'era Inferno ma già l'avevo visto e, come dire, non merita una seconda visione).
Io non sono uno di quei malati di mente che riescono a distinguere immediatamente un mp3 da un cd (a meno che l'mp3 non sia di qualità davvero infima) o un video in 2k da uno in 4k, ma devo dire che si vede terribilmente da paura (mi son fatto consigliare da un amico quale film acquistare per testare al meglio il tutto: Revenant quindi già di suo è fatto ottimamente in 4k). Anche la Vale è rimasta abbastanza a bocca aperta.
Ah: so che effettua l'upscaling sui bluray "normali", ma ancora non ho controllato il risultato finale.
So che anche l'audio offerto da questo lettore è decisamente "importante", ma dovrei andare a testarlo a casa dell'amico col cinema homemade per poter dare un giudizio più approfondito su questo aspetto.
Ultime cose: ha il wifi, ha il bluetooth per collegare ad esempio lo speaker di prima, ha una porta ethernet. Credo di avervi detto tutto (o almeno tutto quello di cui capisco qualcosa).

Ah, colgo pure l'occasione per ringraziare Amazon che, avendo notato l'arrivo di questo lettore bluray, ha deciso di regalarmi una copia di The Accountant per testarlo in modo ancor più approfondito (e anche, presumo, per far sapere a tutti che i bluray 4K sono ormai disponibili per tutte le ultime uscite e non solo). Ancora non l'ho visto (a parte i primi 20 minuti), ma ho avuto la conferma del mio odio per Anna Kendrick.


PS: in realtà Sony mi ha inviato anche una soundbar + subwoofer, ma ne parlerò più avanti.

Disclaimer: spesso ricevo prodotti in omaggio, per testarli ed eventualmente parlarne. Altre volte invece li ricevo solo in prestito, per gli stessi motivi. 
In questo caso Sony ha deciso di regalarmi sia il lettore bluray che lo speaker. 
La soundbar invece è solo in prova.

Un po' di canzonette

Come avrete notato, nella colonna qui a dx ho inserito due playlist di Spotify.
Una contiene quelle che considero le canzoni più belle del 2016 e l'altra, incredibile a dirsi, quelle che considero le più belle del 2017.
Quest'ultima è in costante aggiornamento.
Spero vi possano piacere.
A me piacciono tantissimo.

21 giugno 2017

Sono tornato ad Android (per un mese)

Poco più di un mese fa mi è venuta voglia di provare un Moto Z di Lenovo, incuriosito soprattutto dai Mods applicabili sul retro del dispositivo (in pratica, delle cover multifunzione che si attaccano con delle calamite). Ho chiesto a qualche amico, ho mandato qualche mail e son riuscito a farlo mio, almeno per qualche settimana.

Ecco qui una recensione poco tecnica.

Innanzitutto, com'è andata?
Direi molto bene: il ritorno ad Android dopo qualche mese di iOs è stato forse un po' difficile all'inizio, ma è bastato qualche minuto per riprendere confidenza con il sistema operativo del robottino.

Il Moto Z è contemporaneamente ingombrante e sottilissimo (forse troppo sottile, ma ne parlerò dopo). Esce dalla fabbrica assieme a un comodissimo bumper senza il quale non potrei vivere e con una back cover calamitata che serve per "coprire" il retro del telefono quando non usiamo alcun Mods.


Lo schermo Amoled si legge perfettamente anche con molto sole e il sistema operativo è un Android pulitissimo, senza inutili app preinstallate e non rimovibili.
Il sensore per le impronte è quel quadrato lì in basso e praticamente serve solo a sbloccare e bloccare il telefono, visto che i tasti funzione sono "interni" allo schermo, come si può vedere dall'immagine.

Non voglio dilungarmi troppo sul telefono, perché la cosa veramente interessante sono i Mods, ma lasciatemi dire che è un Android di tutto rispetto: in un mese di utilizzo non mi ha mai dato un problema, fa delle belle foto (ha il flash anche sulla fotocamera anteriore), si può inserire una sd card per aumentare la capacità del dispositivo (evviva le sd card) e tutte funziona sempre a meraviglia.
Ovviamente ci sono anche alcune cose che non mi hanno fatto impazzire: la batteria non è malaccio, ma utilizzandolo pesantemente non è arrivato a sera. Poi: USB-C sia per caricarlo che per le cuffie (tramite adattatore, inserito nella confezione). Il povero jack delle cuffie è snobbato ormai da tanti produttori. La cosa buffa è che gli auricolari forniti col telefono hanno il jack, così uno non li può usare direttamente su questo smartphone, ma su quasi tutti gli altri sì.

I Mods, finalmente.
Vi dico subito i miei due preferiti: la batteria extra e il miniproiettore.
La batteria extra allunga decisamente la vita del telefono. Inoltre, rendendolo più spesso, lo rende anche meno scivoloso e più comodo da tenere in mano. Promossa, quasi obbligatoria direi.
Il miniproiettore invece è un gadget favoloso e quasi incredibile nelle sue dimensioni. In un secondo trasforma il telefono in un proiettore: io l'ho testato guardando "Cugino di campagna" da Netflix, direttamente sul soffitto della camera. Qualità più che accettabile, anche se forse è più pensato per presentazioni di lavoro. Non consuma nemmeno troppa batteria (siamo riusciti a vedere tutto il film senza problemi, finendo con un 15% di batteria residua  (e il telefono non era nemmeno completamente carico quando abbiamo iniziato).

Gli altri mods invece li ho provati solo al volo: gli speaker JBL sono quello che uno può immaginarsi e fanno quello per cui son stati creati ma, non essendo un grande fan dell'ascolto della musica in questo modo, li ho testati 5 minuti e poi messi via. 
Discorso diverso per il True Zoom della Hasselblad: sulla carta una figata incredibile, però la qualità delle foto non ne giustifica a mio parere l'utilizzo (è pure pesantissimo e usa tantissima batteria). Ok, ha lo zoom ottico, ma non è sufficiente.

Conclusione: Moto Z promosso (lo avrei tenuto volentieri, mi ha fatto sentire la mancanza di Android), ma i voti più alti li raggiunge in coppia con la batteria extra. 

Magari la prossima volta mi faccio prestare un telefono appena uscito, però ero troppo curioso di testare i Mods. Chissà che in futuro Lenovo non sviluppi Mods ancor più utili.
Suggerisco: un tostapane, un minicondizionatore, una bici pieghevole.

18 giugno 2017

The Belko Experiment

Stamattina mi son svegliato alle 5.30 e non son più riuscito a prendere sonno, quindi ho sfruttato l'incredibile wi-fi dell'hotel di Malcesine in cui ho passato il weekend per guardare il film che dà il titolo a questo post.


15 giugno 2017

Una lunga pausa

Mi ero ripromesso di scrivere tutti i giorni, poi è successo che Rosso ci ha lasciati e super tristezza :(
Adesso però ricomincio.

Ciao Roffino.

17 maggio 2017

Avrei voluto suonare la batteria

Ricordo benissimo com'è andata: ero in montagna con i miei. Avevo 15 anni. Era primavera e c'era pure un mio amico. A un certo punto ho detto di voler suonare la batteria.
Alla fine non se n'è fatto nulla, vuoi per il casino che avrebbe fatto questo strumento del demonio (manco avessi dovuto suonarla in casa: forse i miei non sapevano dell'esistenza delle sale prova), vuoi perché troppa sbatta andare a cercarla, provarla, comprarla, vuoi per qualche altro motivo che ora non ricordo.

Quindi mi hanno comprato una chitarra.
Classica.
Yamaha.
Ce l'ho ancora, funziona benone.
Non ho mai studiato uno strumento musicale e, purtroppo, si nota.
Ma di questo parlerò un'altra volta.

Dopo la chitarra è arrivato il primo basso (nessuno tra i miei amici lo suonava e, dovendo mettere in piedi una band, la scelta è stata quasi obbligata).
Un Samick nero orribile.
Tipo questo ma, probabilmente, più brutto (però con una paletta sicuramente meno metal e più bella).

Era il 1994.

Tre anni dopo è stato il turno di un Fender Jazz Bass color crema, qui immortalato durante le registrazioni di "Mr Ritchey and the Stereo Theory", secondo cd degli Slumber. 

Se avessi avuto il buon senso di farlo sistemare un po' da un liutaio, probabilmente lo starei suonando ancora adesso. Invece ho fatto l'errore più grave della mia carriera di musicista: l'ho venduto sei anni dopo su Ebay perché nel frattempo avevo comprato un Danelectro Hodad ed evidentemente avevo bisogno di soldi, altrimenti non si spiega. 
Ok: prima che mi diciate "non si vende un Fender per un Danelectro", sappiate che era un Jazz Bass Made in Messico. Però sì: sono stato un coglione.

Il Danelectro è ancora con me (son 14 anni ormai): mi ha accompagnato per gli ultimi mesi di vita degli Slumber, per tutta la storia dei Canadians e per buona parte di quella dei Lava Lava Love. Ora necessita di una gita dal liutatio, ma è sempre stato un compagno molto affidabile: ha una varietà infinita (ok, infinita magari no, però con tre pickup ci si può sbizzarrire) di suoni e, cosa importantissima, non pesa un cazzo.

Più pesante, ma non meno bello, il Fender Mustang che ho comprato sei anni fa.
Volevo un basso a scala corta e quando l'ho visto me ne sono subito innamorato.

Ha completamente sostituito il Danelectro nei concerti perché è molto più comodo da suonare per un quasi totale incapace come il sottoscritto, e poi perché è bellissimo.

Ma non è finita: due anni fa è arrivato questo Epiphone.

Me l'ha prestato il mio amico Fabrizio per le registrazioni dell'ultimo disco dei Canadians (che ancora dobbiamo mixare. Siamo scandalosi).
Dopo svariati mesi ha deciso di regalarmelo, con la scusa del "regalo per il futuro padre".
Grazie Tilda! E grazie Fabrizio!

Ecco: questa è la storia dei miei bassi. 

7 maggio 2017

Ho provato un Wonderboom

Un paio di settimane fa sono stato all'evento di presentazione degli speaker bluetooth WONDERBOOM di Ultimate Ears in una location con una piscina in soggiorno.
Per dimostrare quanto questi speaker resistano all'acqua avevano posizionato un canestro in mezzo alla piscina, con gli speaker utilizzati come palle da basket. 
Insomma: usateli senza problemi in doccia o vasca.

Io comunque continuo a pensare alla piscina in soggiorno.

Ma veniamo allo speaker (quello lì in alto, che mi è stato regalato alla fine della presentazione): tutti i tasti che vi servono sono già presenti nella foto.

Sulla parte superiore troviamo un tasto per accenderlo, uno per l'accoppiamento bluetooth (velocissimo) e uno per mettere in pausa/far ripartire la riproduzione/passare alla traccia successiva.
Due sobrissimi tasti per alzare e abbassare il volume sono la caratteristica principale di questi Wonderboom. Li avete notati, no?
Ah: sul retro c'è la presa usb-b per ricaricarlo.
Niente ingressi audio di alcun genere.

La cosa che colpisce subito è il volume folle che una cosina così piccola (un cilindro alto 10 cm e largo poco meno) riesce a emettere, con bassi belli presenti e alti definiti. 
Potete fare la doccia e disturbare tranquillamente i vicini del piano di sotto e di sopra.

Come tutti gli speaker bluetooth che ho provato negli ultimi anni, anche questi Wonderboom possono essere accoppiati tra di loro. La casa produttrice dichiara 10 ore di durata della batteria (e quasi tre ore per ricaricarli completamente). Non ho controllato la prima affermazione, ma sicuramente sei o sette ore di musica le ho ascoltate senza mai doverlo caricare.

Conclusioni: è fisso in doccia da quando l'ho portato a casa. 
Prezzo: su Amazon si trovano a 99.99 euro.

Disclaimer: spesso ricevo prodotti in omaggio, per testarli ed eventualmente parlarne. Altre volte invece li ricevo solo in prestito, per gli stessi motivi. 
In questo caso Ultimate Ears ha deciso di regalarmi lo speaker.

4 maggio 2017

Ma a te che musica piace?

Ecco una canzone che risponde perfettamente a questa domanda.

Quel suono di chitarra e batteria, la melodia, tutto.

Già amavo molto GRMLN ("Soon Away" è stato uno dei miei dischi preferiti del 2014).
Nuova conferma: il nuovo ep, uscito il mese scorso, è bellissimo!

1 maggio 2017

Un proiettore piccolissimo

Durante la ristrutturazione della casa ho fantasticato spesso sulla possibilità di installare un proiettore in soggiorno o nel mio studio. Alla fine non se n'è fatto nulla: in soggiorno abbiamo preso un 55" che fa ottimamente il suo lavoro, nello studio ho spostato il 32" che mi fa compagnia da anni. Suddivisa equamente anche la questione console: in soggiorno la Ps4, in studio il Nes Classic Mini.

Ancora oggi però controllo almeno un paio di volte a settimana la situazione proiettori su Amazon, giusto perché non si sa mai...

Un paio di settimane fa ho avuto la possibilità di provare un miniproiettore di Asus (lo Zenbeam E1) e adesso vi racconto velocemente com'è andata. Calcolate che, al momento, il 99% della mia esperienza con i proiettori è legato al cinema che s'è costruito in casa un mio amico, che non ha badato a spese e quindi la qualità è praticamente la stessa dell'Arcadia ma in formato casalingo. Però questo Asus l'ho testato in due o tre situazioni particolari e il suo lavoro l'ha fatto bene, soprattutto per un oggetto così piccolo.

Innanzitutto le dimensioni: ho parlato di "mini" proiettore per un motivo.
Qualche caratteristica tecnica al volo: funziona anche senza alimentazione, avendo una batteria che promette 5 ore di durata. Non ho controllato se fosse vera questa cosa delle 5 ore, perché ho una vita.
Poi: non è full hd ma la qualità video è comunque buona. Ha un ingresso hdmi (al quale ho collegato, per queste prove, un chromecast o il nes mini), una presa usb che permette di utilizzarlo come powerbank (chi usa un proiettore come powerbank? Sicuramente qualcuno l'avrà fatto. Io no, eh), un pulsante per accenderlo, quattro pulsanti per smanettare nei vari settaggi, una rotella per la messa a fuoco, uno sportellino coprilente, l'aggancio standard per i cavalletti, l'uscita cuffie (fondamentale, ma si può tranquillamente usare ascoltando l'audio che esce dallo speaker posteriore).

Se siete dei nerd o siete particolarmente curiosi, qui trovate tutte le specifiche.

Ma andiamo subito alle prove sul campo. Avendole effettuate al buio, la qualità delle foto non è eccelsa ma vi permette di farvi un'idea.



Il proiettore è a circa 2,30 metri dalla parete e l'immagine proiettata è equivalente a uno schermo da 85" circa. Da questa distanza e con un'immagine così grande mi son trovato da dio sia con il nes mini che con netflix, anche se netflix risente un po' della luminosità non elevatissima del proiettore, ma si riesce a guardarlo senza problemi (Alicia Florrick qui sembra sgranata, ma è colpa del telefono, fidatevi). 

Il discorso migliora notevolmente avvicinando il proiettore alla parete: il risultato finale è molto più luminoso e più simile allo schermo di una tv. Nelle specifiche del proiettore si parla di un massimo di 120" proiettati, ma io mi fermerei attorno ai 90" per non perdere troppo in luminosità e dettaglio. 

Parlando un attimo del menù, la cosa più importante è l'opzione per regolare manualmente l'immagine proiettata, così da trasformare un trapezio isoscele in un rettangolo se il proiettore non è perfettamente perpendicolare alla parete. Funziona molto bene anche la regolazione automatica di questo parametro, se siete pigri. Io lo sono.
Si fa tutto in pochi secondi, così come il cambio della lingua, le regolazioni di luminosità e contrasto e tutto ciò che è possibile trovare nel menù.

La prova più interessante a cui ho sottoposto questo Zenbeam è stata la proiezione sul soffitto della camera da letto, così da potermi gustare Designated Survivor (che mi fa abbastanza cacare, ma che non riesco a non guardare) restando sdraiato con la testa comodamente adagiata sul cuscino. Ho posizionato il proiettore (sempre attaccato a un Gorilla pod per questi test) sul pavimento a fianco alla mia parte di letto, l'ho inclinato di 90 gradi per sparare il tutto sul soffitto e ho proiettato esattamente sopra di me un'immagine che immagino fosse di un centinaio di pollici o poco meno. 
Fattibile (anche se, come ho detto, con una distanza simile e uno schermo così grande la luminosità ne risente), ma il rischio di addormentarsi aumenta del 75%.
Ah: è silenziosissimo! Si sente solo un lieve ronzio e nulla più.

Ecco: non ho molto altro da aggiungere. Probabilmente è il prodotto perfetto per fare presentazioni di lavoro in qualsiasi luogo senza preoccuparsi della disponibilità in loco di un proiettore, ma regala soddisfazioni anche con videogame e programmi tv.

La prossima volta però voglio provare un proiettore 4k gigantesco che mi permetta di contare tutte le ciglia di Alicia Florrick restando a 25 metri di distanza.

27 aprile 2017

I dischi più belli del 2017

Probabilmente da qui a fine anno cambierò idea mille volte ma, al momento, i quattro dischi che ho ascoltato di più nel 2017 (e che considero quindi i più belli) sono questi:












25 aprile 2017

5 posti per pranzare se siete dalle parti del mio ufficio

Incredibile: il secondo post in questo "nuovo" blog è sul cibo. Del resto, peso pur sempre 35 chili più di quando ho aperto il mio primissimo blog, quattordici anni fa, e il cibo è la causa principale di questo disastro. Oggi però vorrei cercare di postare qualcosa di utile per tutte quelle persone che, per un motivo o un altro, dovessero trovarsi dalle parti di Piazza Giuseppe Grandi (a Milano) per pranzo.

STAR ZAGROS 22 MARZO
Corso XXII Marzo 38 
Il mio posto preferito. Kebab, falafel, pizza ma, soprattutto, l'abdullino (una specie di panzerotto ripieno di carne del kebab). I ragazzi che lo gestiscono sono gentilissimi e ci si sente proprio a casa. Rapporto qualità/prezzo eccellente. I colleghi mi dicono che sono ottime pure le birre e i cocktail. Cosa vi consiglio: il piatto kebab (con una tonnellata di carne) e l'abdullino. Extra: si può pagare con Satispay.

BUONGIORNO MILANO
Corso XXII Marzo 61 
Perfetto sia a colazione (praticamente sono lì ogni mattina) che in qualsiasi altro momento della giornata. Preparano tutto loro (pane compreso) e la qualità è davvero notevole. Brioche, pizze, focacce, dolci, panini con tutto quel che vuoi, panzerotti e altre cose di cui ignoro il nome ma che amo (tipo dei simil-panzerotti con wurstel e crauti, perfetti per la primavera). Cosa vi consiglio: tutto ciò che ruota attorno al mondo pizza/focaccia.

DA JACOPO
Corso XXII Marzo 38 
Hamburger (e non solo, ma io ho mangiato solo hamburger da quando l'hanno aperto, fatta eccezione per il pranzo di Natale 2016, in cui sembrava di essere in un ristorante stellato per la bontà dei piatti e l'impiattamento curatissimo). Hanno un menù a pranzo che ti permette, con 10 euro, di scegliere uno degli hamburger + acqua + caffè. Cosa vi consiglio: io prendo quasi sempre il bacon burger, ma ho provato anche gli altri e li ho sempre amati tutti. Mi si dice che la zuppa di cipolle sia clamorosa ma ancora non ho avuto il piacere.

YOU SUSHI
Corso XXII Marzo 43 
All you can eat giappo-cinese come se ne vedono ovunque, ma questo è attualmente il mio preferito in zona, soprattutto per la qualità e l'ampia scelta di uramaki. Cosa vi consiglio: non ho un piatto preferito, ma mi è sempre piaciuto tutto (e credo di aver provato un buon 70% del menù).

CI FUSION
Corso XXII Marzo, 40 
Questo è stato il mio all you can eat preferito per tre anni, fino all'apertura di You Sushi. Ogni tanto ci torno ancora, soprattutto per la tartare di salmone (solo qui l'ho vista preparata a cubetti). Cosa vi consiglio: almeno tre porzioni di tartare di salmone.

Altri posti dove potreste andare ma che son troppo pigro per descrivere più dettagliatamente:

LA PIADA DI UNA VOLTA (piadine)
Corso XXII Marzo 36 

BAR GUSTO (se volete mangiare un primo o un secondo. Molto buoni anche i panini)
All'angolo tra Viale Campania e Corso XXII Marzo

LA PERLA D'ORO (un giapponese molto elegante. Consiglio i cha soba)
Piazza Giuseppe Grandi 22 

ITALIA UNO (se volete spendere poco e sfondarvi, qui trovate tutto il necessario: pizze, mozzarelle in carrozza, arancini, focacce e mille altre cose. Era il mio posto di riferimento quando andavo a vedere i concerti al Rolling Stone)
Viale Campania 1 

ESSELUNGA (eh)
Via Giovanni Cena 8 

Ora ho fame.

24 aprile 2017

La prima cosa

Ho aperto il mio primo blog 14 anni fa.
Mi sembra il momento giusto per ricominciare a scrivere e mi sembra giusto farlo ancora qui.