28 dicembre 2011

Qualche considerazione su twitter

Ultimamente twitter è la cosa più cool/trendy/fica/yeah/ohyeah/ohohyeah del mondo.
Lo usano anche i vip!!!
Ci rendiamo conto?

Bene.
Detto questo, vorrei parlarvi di come vede twitter una persona come me, che tra non molto festeggerà i cinque anni tra reply, favorites e dm.

La farò breve: nelle ultime settimane twitter è diventato un buon ricettacolo di porcodii.
La colpa ovviamente non è dei vip (hint: se non li seguite, è come se non fossero mai sbarcati su twitter), ma dell'uso che molti miei following hanno iniziato a fare del mezzo.
Liberissimi tutti di usarlo nel modo preferito, ci mancherebbe.
Mona io a non prendere le dovute precauzioni per non ritrovarmi ad aprire la timeline e pensare "ma porca troia, ancora? Ancora???".

E arriviamo quindi ad affrontare il primo dei molti argomenti che andrò ora a trattare

1. IL DEFOLLOW / IL DEFOLLOWBACK
Argomento delicato, che andrebbe però risolto in pochissime parole: se ritengo che la presenza di una persona nella mia timeline mi procuri più noia e fastidio che reale interesse o semplice piacere nella lettura, dovrei segarla senza problemi. Peccato poi che per il 97,4% della gente un defollow su twitter equivalga ad un defollow nella vita vera. "Mi consideri una merda su twitter? Allora mi consideri sicuramente una merda in generale". Faccina triste. Cuore spezzato. Sbagliato. Pensarla così vuol dire sottomettere la vita "reale" a ciò che avviene in un social network. Ma del resto, se c'è gente che si ritrova a bere in un locale e poi twitta ogni singolo gesto, discorso, risata avvenuta al tavolo, vuol dire che forse è già così: è più importante far leggere le proprie azioni piuttosto che viverle. Però sappiate che molti di voi sono davvero simpatici, divertenti, piacevoli dal vivo e, nonostante questo, riescono ad essere illeggibili (a volte o praticamente sempre) su twitter. Fatevene una ragione: se una persona vi defollowa non è perché siete delle persone di merda. Vi defollowa probabilmente perché rendete la sua timeline una merda. La differenza è enorme. Se non riuscite a coglierla non sarete certo persone di merda, ma persone un po' stupide sì.

E vogliamo dire due parole sul defollowback?
Questo tweet riassume molto bene un pensiero molto diffuso sul defollowback.
Se davvero la gente la pensasse così, ogni volta che si viene defollowati non se ne farebbe un caso di stato. Non si chiederebbero spiegazioni. Non ci si sentirebbe inadeguati e non ci sarebbero faccine tristi seguite da incazzatura e, appunto, defollowback. Ci si limiterebbe a pensare "Beh, io tizio continuo a seguirlo perché lo seguivo per quello che diceva, e non perché mi seguiva a sua volta". E invece: di solito quando uno ti sega lo seghi dopo poco, adducendo scuse del tipo "In realtà volevo segarlo già da tempo, mi ha solo anticipato" o "Non m'ero nemmeno accorto che m'avesse segato, pensa un po' la coincidenza".
"E invece" parte seconda: sì, quasi tutti usano quei siti per vedere chi li sega. Il migliore? Questo.

PS: se pensi che stia per defollowarti mi puoi anticipare. Muoio dalla voglia di usare una delle due scuse che ho appena citato.

2. LE TWITSTAR e IL RAPPORTO FOLLOWER/FOLLOWING
Anche qui il discorso andrebbe chiuso in due parole, ma nel blog sono spesso prolisso. Con la parola "twitstar" (che solo in Italia credo abbia preso un'accezione negativa) si tende ad indicare gli individui che, per un motivo o per un altro, si ritrovano ad avere più follower di quelli che ha la persona che li addita come twitstar. Come se fosse una colpa ritrovarsi con tanti follower. Vi porto il mio esempio (ce l'ho sottomano, non vedo perché non dovrei condividerlo con voi): da un giorno all'altro mi son ritrovato con una tonnellata di follower. Trovate giusto che me ne venga fatta una colpa? O crepate dalla voglia di sapere il perché di questa valanga di nuovi lettori? Vi darò molti perché (uno grande, tanti piccolini), così anche per oggi il mio ego viene curato e coccolato per bene.

I motivi piccolini: ho venduto più libri di molti di voi (più di centomila, dicono), sono finito più volte di molti di voi sulla homepage di Repubblica e/o del Corriere e/o dello Spiegel e/o del Financial Times (con BrindaConPapi, con i libri, con il sito di Chuck Norris, etcetc), ho suonato un pochetto in giro invece che starmene a casa a dire "quanto sarebbe figo suonare in giro", ho portato avanti per anni questo blog quando ancora aveva un senso portare avanti un blog. Sicuramente queste cose un impatto positivo sul numero di follower l'hanno avuto. Durante i giorni di BrindaConPapi ho raddoppiato il numero di follower, giusto per dire.

Il motivo grande? Quando hanno "aperto" (tradotto, insomma) twitter in Italia, io ero tra gli utenti consigliati. Quando un nuovo iscritto entrava per la prima volta, gli consigliavano di seguire molti profili (Radio Deejay, Dania, Renato Brunetta, il sottoscritto, etcetc). Vi racconto un aneddoto divertente: una sera al Tg1 hanno parlato dell'arrivo di twitter in Italia. Un minuto prima avevo 800 follower (parliamo del dicembre 2009), cinque minuti dopo ne avevo 2500. Ancora oggi, se controllate le categorie nella pagina degli utenti consigliati, c'è il mio nome nella categoria "Italia". Come sono finito lì? Non ne ho idea. Mi dispiace? Ovviamente no. Nascita di una twitstar? Secondo voi sì. A me sembra solo una grandissima opportunità per parlare a tanta gente, e cerco di sfruttarla nel modo migliore. Vorreste avere 20mila follower? Magari no, magari sì. Ma dovete smetterla di rompere il cazzo a chi ne ha più di voi. È un comportamento totalmente insensato: l'ossessione di molti per le twitstar mi sembra pura follia.

Affrontiamo poi, velocemente, il discorso del rapporto tra follower e following, inteso proprio come rapporto matematico.
Leggo spesso (e ieri ho avuto una discussione proprio su questo argomento) di gente che sclera quando vede che qualcuno segue 500 persone ma lo seguono in centomila.
Secondo certa gente, non bisogna avere un rapporto follower/following troppo sbilanciato.
Gente che, probabilmente, ha sia una laurea in matematica che in sociologia. Per non parlare poi del master in psicologia sottile.
Mi è stato addirittura detto "se mi seguono in 10mila cerco di capire chi sono queste persone e non faccio il profeta che parla alle masse". Ma stiamo scherzando, vero? Dove sono Teocoli e Gnocchi? In base a cosa io dovrei essere per forza di cose interessato a sapere qualcosina della gente che decide di sapere qualcosa su di me? Amici, vi spiego una cosa banalissima: twitter non è nato per diventare amici. Che poi sia diventato anche questo, ok. Io per primo molti amici li ho conosciuti lì. Ma da qui a pretendere che si debba per forza di cose dare una possibilità a tutti ne passa. Anche perché, e non smetterò mai di dirlo, trovo folle e disumano seguire più di 150 persone. Già 150 sono un flusso di parole talmente elevato che, a volte, è impossibile starci dietro. E, personalmente, se decido si seguire qualcuno, è perché voglio avere la possibilità di leggere tutto quello che scrive. Se devo seguire uno solo per essere ricambiato, allora devo scrivere chiaro e tondo, nella bio, "seguo tutti quelli che mi seguono e pretendo che si faccia lo stesso con me, ma poi ovviamente non riuscirò mai a leggere tutto quello che scrivete. LOL". E quando sollevo certe problematiche mi si dice sempre "Beh, ma esistono le liste!". Oh dai, le liste! Che grande invenzione! Ti permettono di dare l'illusione alla gente di fregartene di loro ("ehi amico, ti seguo! non sei felice???") e, contemporaneamente, di leggere solo le 50 persone che davvero ti interessa leggere. Perché sì, è giunto il momento di aprire gli occhi: se tizio è seguito da 19mila persone e ne segue 18999, vi posso assicurare che è come se ne seguisse zero. Fatevene una ragione. Almeno io ho la decenza di dire "Riesco a leggere, a fatica, solo centocinquanta persone. Punto".

PS: alcune delle migliori conversazioni su twitter le ho avute con gente che non seguo. Perché sì: una conversazione con gente che non segui È POSSIBILE. È sufficiente una reply, a volte.

3. USARE TWITTER COME UNA CHAT o PER DARSI APPUNTAMENTO
Nessuno vi impedisce di usare twitter come una chat. Non pretendete però che tale utilizzo possa essere amato e apprezzato dai vostri follower. Un conto è iniziare una discussione e portarla avanti su un argomento che potrebbe interessare anche molta altra gente, senza ovviamente esagerare con il numero di tweet. Un conto è avere una conversazione come questa:

TIZIO: @caio LOL
CAIO: @tizio gh :)
TIZIO: @caio <3
CAIO: @tizio amoti!
TIZIO: @caio hihihi
CAIO: @tizio prrrr
TIZIO: @caio ops!
CAIO: @tizio ops!

Oppure:

TIZIO: Titolo di film storpiato che finisce in -vagina
CAIO: Titolo di canzone storpiato che finisce in -vagina
TIZIO: @caio LOL
CAIO: @tizio Titolo di libro storpiato che finisce in -vagina
TIZIO: @caio #LULZ

E non parliamo poi di quelli che si danno appuntamento su twitter:

TIZIO: @caio alle otto alla fermata della 4?
CAIO: @tizio va bene, avverti tu @sempronio
SEMPRONIO: @caio @tizio facciamo otto e venti, ho le emorroidi
TIZIO: @sempronio @caio se arrivo prima di voi inizio a sbevazzare
SEMPRONIO: @tizio @caio "cuore spezzato"
CAIO: @sempronio @tizio *__*
TIZIO: @caio @sempronio dai allora restiamo per le otto, se qualcuno ritarda o ha cazzi ci mandiamo qualche tweet
SEMPRONIO: @tizio @caio sì dai ok, facciamo una reply collettiva così eventualmente se abbiamo un serial killer tra i follower saprà esattamente dove venire a sgozzarci, infilandoci poi lo smartphone nel buco del culo (inviato da twitlonger)

Ovviamente diverso il caso in cui l'appuntamento coinvolga tutta twitter. In quel caso è legittimo parlarne in timeline senza arrecare danno e fastidio a nessuno. Ma non vi ci vedo ad un appuntamento con tutta/o twitter.

Mi domando: prima di twitter non uscivate con gli amici? Non vi davate appuntamento? La birra era meno buona? Ci voleva molto più tempo per ubriacarsi? Morivate dalla voglia di trovare un posto dove poter scrivere "Sono ubriaco come la merda e quindi i miei prossimi 348675 tweet parleranno di quanto io sia ubriaco come la merda e di quanto quindi mi senta in diritto di scrivere le cose più assurde e strane e, credo, divertenti"?
Bene, ora quel posto c'è. Ora potete dare appuntamento agli amici. Potete scrivere quanto l'alcool abbia un effetto comico su di voi. Potete tutto.
Io posso però anche non voler leggere certe cose.
Sms? Skype? Mail? Whatsapp? Piccione viaggiatore? Telefono fisso? Bicchieri di plastica uniti con lo spago?

(fine prima parte)

--

Usate i commenti qui sotto se volete discutere, argomentare, etcetc (oltre ad usare twitter, ovviamente). Grazie.

73 commenti:

Anonimo ha detto...

la penso esattamente come te, trovo azzeccatissime le tue osservazioni. Io sono nuovo su Twitter, ci sto solo da 4 mesi, ma presto grande attenzione quando si tratta di scegliere chi seguire. Ho 60 follower, pochissimi, ma non importa. Non seguo tutti loro, solo una minima parte. Scrivo quello che penso, senza preoccuparmi dello stile. Non sono un assetato di mentions o di RT, mi limito solo a condividere. Trovo che questo sia lo scopo. Se hai tanta gente che ti segue è perché te lo sei meritato, sei un personaggio che io reputo intelligente e interessante. Poi, come ben dici, ognuno è libero di fare di ogni social l'uso che meglio crede. L'importante è avere le idee chiare ed essere coerenti con sé stessi. Gli altri la pensino come vogliono. Bravo Dietnam!

Saluti, @bomber_twit

Mist ha detto...

Parte 2 e parte 3 VANGELO.
Parte 1 quasi tutto. C'è un caso non contemplato: il followback di cortesia. Succede. Hai una conversazione con tizio/a, lo trovi interessante/a, lui/lei ti segue, tu lo/la segui. Poi dopo un po' che non vi cagate lui/lei ti defollowa, o tu defollowi lui/lei. In quei casi il defollowback ci sta tutto, anche perché non fa male a nessuno. Non sempre deve finire in tragedia, due persone possono smettere di seguirsi reciprocamente perché non hanno più niente da dirsi. COME NELLA REAL LIFE! :D

Barto ha detto...

Tutto giustissimo, poi io in pratica non mi comporto secondo questo post in alcune circostanze (tipo ho troppi following e spesso mi perdo chi mi interesserebbe veramente, e alcune volte mi sono dato anch'io appuntamento su twitter) però quello che scrivi è ineccepibile dalla prima all'ultima parola (e allora perchè non lo fai, mi si potrebbe dire? boh, ammetto che non so rispondere). Ah, io non uso alcun sito per vedere chi mi defollowa :)

anninat ha detto...

Non posso che essere d'accordo al 100%, anche se spesso pure io mi faccio problemi a defolloware, visto che poi la cosa può diventare molesta, e a volte esagero con le mention. Ma, santo cielo!, non se ne può più di chi usa twitter come gli sms, di chi ti critica perché non lo segui (io ho 177 following e faccio una fatica pazzesca), di chi si offende. c'è davvero troppa gente che ha bisogno di un corso sulla vita vera, che non è twitter.

luigiscerre ha detto...

Al tempo dello sbarco di Twitter in italiano (il famoso servizio al TG1 con intervista a @catepol ) era stato chiesto ai traduttori di indicare degli utenti da seguire ... et voilà sei finito tra i consigli

Dietnam ha detto...

@luigiscerre e allora ringrazio di cuore ;)

Anonimo ha detto...

Buongiorno, sono una twitstar della 'ndrina di tuiter, per questo motivo preferisco restare anonima. Vorrei commentare con un sonoro applauso scritto, ma l'iPhone mi corregge clap (che fatica) in CLAPTON. Per cui: CLAPTON CLAPTON CLAPTON.

piero ha detto...

secondo me hai elencato i capisaldi di un twitter perfetto (forse utopico). poi però per fortuna le persone sono delle sfumature tra bianco e nero e c'è gente che scrive minghiate insopportabili E cose interessanti. lì nascono i problemi, dove non sai se defollare o meno. ed è pure il motivo per cui hai scritto questo articolo, credo.

Dietnam ha detto...

No, il motivo per cui ho scritto questo post era il desiderio di sfogarmi esplicando però contemporaneamente quello che dici tu: il mio ideale di twitter. Ideale assolutamente non utopico.

Bukaniere ha detto...

Maledetta Twistar, come hai fatto ad avere tanti follower?

-LOL
-Ghghghgh!!!
-Fico!
-Ci si vede tutti alle 17
-Sì ma avvisate @serialkiller!

(Firmato: un uomo che aveva letto e capito tutto! ^___^)

Scherzi a parte: vedi, con questo post mi hai fatto ricordare che ti seguivo da molto prima di scoprire Twitter... Brà!!!!

pieromod ha detto...

io credo che sia possibile quell'ideale, sporcato ogni tanto da quei momenti di "follia/trend" a cui ogni tanto si può prendere parte, oppure evitare usando Proxlet (QUANDO LO SISTEMERANNO :D)

guineja ha detto...

Non mi sono mai curato di chi mi defollowa ... sono strano io?

Per quelli che non voglio manco leggere nei retweet invece, uso proxlet.

Emenefotto

Andrea H. Sesta ha detto...

Giusto una cosa sugli appuntamenti di gruppo su twitter. Più che altro perché ogni tanto eccedo, lo so.

Capisco che possa essere un po' noioso da leggere, però alle volte twitter è l'unico modo. Perché ok mail, skype, whatsup e simili, ma se sono fuori e ci si scrive in 5 per dirsi "ciao, ci vediamo lì alle x" non si dà poi così fastidio.

Per dire, skype sul telefono non lo uso e tendo anche a non guardare la mail, whatsup non ce l'ho proprio... che devo fare se voglio scrivere a 5 twitteri di trovarsi da qualche parte? Tu mi dici "eh, allora aspetti."

Magari, perché no, i tecnici di twitter (perdona la banalità della definizione, ma è per rendere l'idea) troveranno la voglia di introdurre dei DM multipli, tipo la posta di facebook (btw, non uso neanche facebook sul telefono). E così nessuno annoierà più nessun altro.

Senza contare che se scrivo a un paio di persone "troviamoci lì alle x" e un altro lo legge e si aggiunge, per me non c'è nessun problema... perché è vero che darsi appuntamenti ci sono altre sedi, ma quando una cosa nasce così all'improvviso allora, dai, non è la fine del mondo.

Molte volte uno scrive "vado lì" e altri due dicono "vengo anch'io". Non credo di essere l'unico che ha scoperto di serate-eventi-mostre perché alcuni twitteri si davano appuntamento scrivendosi sulla TL, giusto?

Sul resto sono pacificamente d'accordo. Compreso quello che ha detto Mist su (de)followback di cortesia.

pieromod ha detto...

d'accordo con il pirata, VOGLIAMO I DM MULTIPLEE

francesca ha detto...

bravo dietnam, sei veramente il dio di twitter, senza di te twitter non sarebbe quello che è, tu l'hai creato e cresciuto, tutti noi ti siamo grati e ti adoriamo.

d'ora in poi cercheremo tutti di seguire meno di 150 persone perchè ci hai detto che il nostro cervello (non potendo essere più grande del tuo) non riuscirebbe a leggere tutto. facci un fischio se e quando, dopo un po' di allenamento, potremmo passare magari a 160.

ciao, non puoi vendermi ma mi inchino davanti alla tua saggezza e ti seguirò da oggi e per sempre, perchè voglio sapere tutto di te come tutti quanti nel mondo del resto.

Dietnam ha detto...

Andrea: ok scrivere qualche tweet per beccarsi. Intavolarci una discussione di due ore magari no, eh.
D'accordissimo pure io su quanto scritto da Riccardo.

chiara ha detto...

tutto verissimo. Ti perdono anche l'autocelebrazione perché si, ci piaci così!

Come sostiene ora @bioaf però, e anche io lo penso da molto tempo, un problema vero è il parlare sempre di twitter. IL METATWITTER!

Come se io andassi in un bar con i miei amici, e se i miei amici dicessero banalità, o cose poco interessanti o si comportassero come dodicenni fosse colpa del bar che non li stimola a dare il meglio. In certo casi è vero che il mezzo cambia l'atteggiamento della persona (se devo andare in discoteca magari mi metto in tiro e faccio la scema, se vado al pub esco in tuta).

Ma se il cambiamento della personalità è esagerato allora non è il mezzo, sono le persone ad avere forti crisi di identità facilmente paragonabili all'effetto gregge. Bestemmio perché gli altri bestemmiano, mi accanisco contro le stesse cose, ascolto la stessa musica, ho paura a esprimere le mie opinioni.

In questo caso secondo me Fb vince su twitter. Forse essendo l'utente registrato con la sua vera identità subisce meno questo processo di "uniformazione" che vedo nella mia timeline. A volte confondo gli utenti perché scrivono TUTTI le stesse cose.
Temo però che oltre alle considerazioni che stiamo facendo non ci sia molto altro da fare. Sarà come sempre, morto un social se ne fa un altro!

francesca ha detto...

vedermi, scusa

ps. non ti vedo tra gli utenti consigliati, dove ti devo cercare di preciso?

pps. non vedo l'ora di leggere la seconda parte delle regole per stare su twitter (e nel mondo)

martino pietropoli ha detto...

Io volevo solo dire che la grafica di questo blog fa cagare.

lachesilie ha detto...

Non mi pare ci sia nulla di utopico in questo post. Certo, seguo persone (che stimo e ho conosciuto di persona e mi piacciono tantissimo) che punti del genere li vedono più come eventuali regole, a me pare buon senso.
Trovo ci siano modi molto - molto - più comodi e veloci per darsi appuntamento/flirtare/rispondersi smile a profusione, il punto è che ormai su Twitter passa tutto. Dalla semplice constatazione all'appuntamento serale, dalla reply, diciamo, necessaria a quella totalmente superflua.
Il punto è: fino a che punto una persona piacevolissima dal vivo riesce a rendersi ugualmente piacevole su Twitter, seguendo questo pensiero (quindi anche il mio, totalmente), ma soprattutto fino a che punto gli interessa.
Mi sono sentita dire un sacco di volte cose del tipo "su Twitter alla fine sono sempre io, quindi in un qualche modo se mi defollowi sono io il vero problema, non l'uso che faccio di Twitter". Non la vedo così; dal vivo un fiume di chiacchiere a caso ci può stare, ci si diverte, in genere ti presenti come una persona aperta. Su Twitter sei come la macchina che ferma il traffico, è un'esagerazione, semplicemente non puoi infilarci TUTTO te stesso come faresti in un discorso. E detta come va detta, se sei fuori a divertirti con un gruppo di amici, nemmeno dovresti avercelo l'interesse di riportare ogni virgola del dialogo che sta avvenendo nel locale/strada/salcazzo in cui ti trovi. Non ha proprio senso, ma nemmeno un po'.

Robba ha detto...

che mica qua diciamo cose a caso. http://it.wikipedia.org/wiki/Numero_di_Dunbar

Anonimo ha detto...

Per la prima volta in vita mia endorso Martino. E poi sono d'accordissimo, e d'accordissimo è dire poco, con Chiara. Vostra vedova CLAPTON

AndyTheJoker ha detto...

D'accordissimo con @IlMist.

Ma sbaglio o quello che ha VINTO TUTTO è il commento di @mpietropoli? Da buon Designer non è riuscito a starsi zitto. Ti stimo fratello.

Dietnam ha detto...

Francesca: se riesci a seguire senza problemi 500 persone, beata te. Io non riesco. Forse dovevo specificare meglio che PER ME 150 persone è un limite quasi invalicabile. Ecco, ora l'ho scritto: PER ME.

AndyTheJoker ha detto...

@Dietnam Tu lo sai più di me: HATERS GONNA HATE. Inutile rispondere a chi non sa dialogare ma sa solo offendere.

Anonimo ha detto...

La twitstar che nella vita si picca di aver fatto cose\visto gente (addirittura sulla sidebar di Repubblica.it) non ha altro di meglio da fare se non aprire una sterile discussione, condita da autocelebrazione passivo-aggressiva, sul metatwitter for dummies.
Minchia.

Dietnam ha detto...

"Minchia" immagino sia la tua firma.

Anonimo ha detto...

Puoi fare di meglio: rispolvera la vecchia verve che ti ha condotto alla trionfale ribalta sulle sidebar di mezza rete.

Dietnam ha detto...

Sinceramente, credo sia dura far meglio di questa mia ultima battuta.
Cordialmente.

Margherita Dolcevita ha detto...

Io forse non ho capito niente (probabilmente è così) ma vedendo le cose da un altro punto di vista (quello di una che ha 100 follower e non 15mila), onestamente, faccio fatica a capire chi si fa tutti questi problemi per twitter.

Io non sono una twitstar, non lo diventerò mai perché non scrivo libri, sono asociale e conosco poca gente e la grafica del mio blog non è così sobria come quella di coloro che scrivono cose serie e piene di significati.

Su twitter sono la classica signorina nessuno (ma pure nella vita). Stando a chi si lamenta di twitstar, defollow, defollowback e compagnia bella dovrei prendermela perché io seguo Dietnam e lui non segue me? :| E' uno scherzo vero? E ho scritto Dietnam ma avrei potuto menzionare tutti quelli che seguo e non seguono me a loro volta (che poi perché mai Nathan Fillion dovrebbe seguire me solo il Signore lo sa).

Forse non ho colto il problema.

Comunque mi sembra che in linea generale ci si prenda un po' troppo sul serio e si prendano questi mezzi troppo sul serio. Qua nessuno è Obama che ha una persona che gli cura la campagna elettorale via twitter, penso ci si possa permettere un po' di leggerezza e di noncuranza in più.

ps. non sono democratica come Dietnam (e come Obama, ça va sans dire), non mi insultate che sono sensibile su.

Gasta ha detto...

Di base ogni social network ha in sè una forte componente narcisistica e l'indice di popolarità di una persona in twitter è ben esplicitato dal numero di follower.
Il fatto che alcune persone riescano a provare invidia perché tu hai più follower di loro è antropologicamente degno di nota: è quel fenomeno, infatti, che genera portiere rigate sulle auto nuove, spintoni in discoteca se due donne hanno fatto apprezzamenti sul tuo conto, sputtanamenti di ogni foggia, puntualmente nei momenti meno opportuni della vita.
Il tutto si può sintetizzare con la seguente formula linguistica: "INVIDIA DEL PENE".
Sul loro twitter, infatti, dopo il numero di follower c'è scritto "cm".

Credo, inoltre, che i servizi per conoscere chi ti ha defollowato possano peggiorare l'esperienza e l'uso di twitter. Funzionano come l'auditel: ti rendi conto immediatamente che una frase che hai scritto non è stata gradita e hai perso tre persone. Cosa farai?
Vogliamo davvero sapere chi smette di seguirci?

Twitter è uno strumento incredibile e permette una totale libertà di utilizzo.
Ci sono persone che lo usano per informarsi, seguendo giornalisti e testate di riferimento.
Ci sono persone che lo usano per sfogarsi, scrivendo poesie, citazioni di canzoni e seguendo persone simili a loro.
Ci sono alcuni che lo usano per lanciare appelli, per cercare un contatto con i vip, per fare pubblicità.
Alcuni per trovare un partner.
A me piace twitter a modo mio. Seguendo 300 persone che tendenzialmente mi fanno ridere, che postano link interessanti o divertenti, che leggono, che vanno ai concerti.
A me piace così. E a me piace che tu sia nella mia timeline.

Ah.
Ha ragione Pietropoli, comunque.

Anonimo ha detto...

Nel merito, sarchiapo', nel merito. Provaci: spiega perché hai sentito il bisogno di spiegare agli altri come si usa twitter, e perché (al netto di un pene piccolo o di problemi di autostima) hai ceduto alla pulsione di corroborare il tuo vademecum con la lista di cose che hai fatto\detto\suonato.
Cos'è, una riflessione sull'uso di twitter o un autodafé?
E conserva la cordialità per i fan, che ne hanno bisogno.
Tuo, minchia.

fede ha detto...

Come prima parte, concordo praticamente su tutto. Comprendendo anche quello che ha detto il Mist sul follow di cortesia, è capitato a tutti.
Come è capitato a tutti, probabilmente, fare una conversazione "troppo lunga" o dirsi "va che andiamo di la o di qua" o magari dispiacersi per un defollow etcetc.
L'importante è non esagerare, appunto per non rompere le balle alla gente che ti deve legge.
Alla fine, secondo me, un twitter così ideale sarebbe semplice da realizzare, se tutti si mettessero un attimo nei panni di quelli che poi devono scorrere i milioni di loro tweet, smazzandosi per trovare qualcosa di interessante da leggere.

@jlheaven ha detto...

Concordo in pieno le idee su Twitter di Martino Pietropoli... ^_^
Ah, dura la vita di noi twitstar che tu, Dietnam, non puoi neanche immaginare! :D
Comunque tu e Wikipedia siete la rovina di questa nazione!

Dietnam ha detto...

Per Minchia: l'ho già spiegato qualche commento più in su.

Per Gasta e Martino, sulla grafica: SUCATE (pur avendo pienamente ragione)

heavyhorse ha detto...

dato che sto su twitter da 4 anni e mezzo ho notato anch'io i cambiamenti, a partire da quella landa desolata che era nel 2007.

Ti rispondo anch'io per punti:

1- io non defollowo back (a parte un paio di casi che andavano extratwitter), quindi il discorso in linea teorica ci sta. ma non mi sono mai trovato nella situazione in cui mi abbia segato una persona che mi piaceva molto su twitter.

2- la critica sul rapporto followers/following non ha senso. io seguo quante persone mi va e riesco a followare. se poi mi seguono 10 volte tanti sticazzi. mica li obbligo io. se vogliono segarmi perchè non ricambio facciano pure.

3- questo è un discorso più personale. ognuno fa di twitter l'utilizzo che vuole. sta a chi mi segue decidere se vale la pena di farlo. su 150 following ne ho pochissimi che apprezzo per qualsiasi cosa scrivano (tipo teofish), poi ne ho molti altri per i quali il rapporto fra i pro e i contro va a vantaggio dei pro. quando e se la proporzione di ribalterà defollowerò. senza rompere loro il cazzo. anzi mi trovo in imbarazzo quando mi chiedono "perchè?". non ti è chiaro il perchè? è semplice, non me ne fotte una minchia di quello che scrivi. o almeno del 90%.

spero che "lulz" non sia un problema per te, perchè ti defollowo

Dietnam ha detto...

@heavy: Tu sei uno degli stronzi a cui perdono TUTTO, quindi puoi scrivere tutti i lulz che vuoi, maledetto infame.

heavyhorse ha detto...

e comunque: GLI ANONIMI S'INCAZZANO
back to the roots

verdeanita ha detto...

parole sante. parole santissime.

Valentina ha detto...

sì, va bene, tutto bello, avete tutti ragione. io però volevo i NOMI e la GUERRA. uff.

Anonimo ha detto...

Per me hai ragione. E vabbè.

Per me il sarcasmo a volte viene scomodato per niente, quando magari sarebbe più utile spiegare perché non si è d'accordo, perché bisognerebbe seguire 1500 persone, cose così. Ma vabbè.

Ma la cosa che mi premeva dire è: la prossima volta prova ad essere più OrnellaVanoniFriendly ("dura, ad arrivare a fine art. + chiaro next time"). :D

Suni

Janov ha detto...

Quoto in toto quello che ha scritto gasta, ognuno faccia quel cazzo che gli pare basta che io possa fare altrettanto. Tanto mi son beccato da dir su tante di quelle volte da max che son quasi geloso quando non sono causa di un porcodio sulle troppe reply :D

Dietnam ha detto...

Janov: tu hai vinto il premio di Most Improved Twitter User 2011 :)

Doninside ha detto...

devo dire che sono pienamente d'accordo, anche se spezzerei una lancia in favore delle vip f*ghe su twitter, ma non per quello che scrivono ma per le foto di tette e culi che postano :) e comunque i was on twitter before it was cool #twitpster

pieromod ha detto...

ammè la grafica del blog piasce. ma mi piace pure l'iphone bianco.

Andrea H. Sesta ha detto...

Ma quindi l'anonimo Michia è la Suni?

Suni ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Suni ha detto...

Ma no, io mi sono firmata.
E poi "pulsione di corroborare" non credo di averlo mai non dico detto, ma neanche pensato.

Era per evitare di accedere coll'account Google che un po' mi ansia come cosa.

Per l'appunto.

Aldo Foschini ha detto...

lo ammetto soffro di una leggerissima "invidia del pene" ma più che altro è una cosa che riguarda visite e commenti sui blog perché di twitter mi importa relativamente e anche se ci sto ormai dal 2008 forse l'ho capito solo da poco come usarlo: come un giornale sul quale informarsi e sul quale poter scrivere ogni tanto.
comunque sto post è stato una buona scusa per fare pulizia di following, tu ci sei ancora...per ora

fabio ha detto...

Finalmente trovo il tempo di scrivere dopo esser stato anche menzionato da chiara per il metatwitter.
Procedo per punti corrispondenti a quelli del post.

1. Credo che prendersela per un defollow o dfback sia solo una stupidata da crisi di celolunghismo e relativo spirito di ripicca, dato dal fatto che su twitter - per la maggior parte della gente, specie neofiti e personaggi famosi - la moneta con cui pesare il valore di un utente è il numero di followers.
Onestamente seguo molte persone interessanti che hanno migliaia di followers e altrettante con poche centinaia e prima di seguire qualcuno non guardo il numero di followers, al massimo il numero di following/ers comuni (cosa che nel 2007 non c'era).

2. Twitstar è un concetto che per me non dovrebbe esistere perchè odio le divisoni in classi o gruppi, ma ben venga una definizione su cui convenire: è il problema minore visto che in Italia siamo così pochi e così campanilisti che il concetto di twitstar non affiancherà mai quello di trendsetter.
Per il rapporto follower/following: boh...sta un po' alla sensibilità di ognuno capire quanta gente può seguire e da quanta essere seguiti. Io ho il profilo chiuso, 200 f.ing e 300 f.ers (circa). Sto bene così, non mi interessa sapere che mi leggono in 1000 o 10000, mi basta sapere che so che quei 300 mi leggono e da questo punto di vista il profilo chiuso ti dà una mano a scremare gli interessati dagli interessati al followback. Per cui il tuo ragionamento sul rapporto f.ing/f.ers fila benissimo e si lega al defollow: non è obbligatorio essere reciprocamente interessati. Per altro è così anche nella vita reale ogni tanto e twitter non è per forza prodromico a delle solide e durature amicizie. Lo ammetto: volevo usare il termine prodromico. Comunque la sostanza resta e resta il fatto che ognuno si sceglie chi seguire (e i followers invece gli capitano).

3. Usare Tw come chat o per organizzarsi. È un problema ma convengo con capitan Sesta: ci fossero i dm multipli sarebbe tutto più figo e comodo. Io abuso delle mention multiple, ma è per mancanza di altre vie. Personalmente è interessante seguire anche le "chat" e l'organizzazione di cose altrui (tipo tutti quelli di milano che vanno all'old fox - <3 per voi). Non è male tutto sommato...il problema è che non puoi controllarlo e il defollow totale sarebbe esagerato...forse è un cortocircuito di tw e nulla di più. Credo che tutti quelli che usano tw così siano consapevoli del fatto che i tuoi followers poi ti odieranno, ma spesso non c'è altra via.

4. Ovvero: cose non dette e che avrei aggiunto.
Le telecronache dei programmi tv e delle partite: mi stanno sul culo. È molto bello quando tutta la timeline scrive "Gol di Roberto Baggio" etc. ma SOLO i gol, non anche i falli, i cartellini, i pit-stop, gli incidenti, etc. Idem per i programmi: mai visto master chef, ma credo che avrei riservato solo un twit a fine puntata anziché una telecronaca. Chiaro: liberi tutti di farlo e rifarlo.

In conclusione: disgustorama. Nel 2007 si stava meglio, ma anche oggi si sta molto bene. Ognuno, vecchio o nuovo, usi twitter come gli pare, basta non lamentarsi per il successivo defollow (operazione che è buona e giusta tanto quanto il follow). Poi si può essere defollowati di ricambio e a quel punto fine. Stop. Non se ne parla più e si va avanti col successivo tweet.

Ho dimenticato molta roba di tutto quello che volevo dire, ma pazienza.

bioaf

Doninside ha detto...

piangerei ora se la mia timeline si riempisse di "gol di roberto baggio" :)

Jadran ha detto...

Quello che trovo divertente e curioso è che molti dei tuoi detrattori stanno usando questo post per dire che tu staresti dettando le regole sull'uso di Twitter, ma al contempo pretendono da te comportamenti e reazioni; ossia mi pare che per loro il problema non sia tanto che tu faccia il Mosé della situazione, ma che tu dia le regole che a loro si confanno o che si aspettano da te. Da questo desumo che, paradossalmente, il prezzo della tua maggiore visibilità è un limite alla tua espressione.

Adebisi Lives ha detto...

Qui nessuno lo dice, ma su MySpace si scopava di più.

Anonimo ha detto...

Ma prendersi un po' meno sul serio nooo!?!

@SubOpus ha detto...

IMHO le osservazioni fatte sono parziali come non possono che esserlo tutte le considerazioni di carattere generale: una ''tecnologia sociale' come twitter viene di fatto utilizzata da soggetti tanto diversi fra loro, con finalità tanto dissimili che tentare di con-prenderne le opportune modalità di utilizzo non può che rivelarsi fallimentare... una testimonianza comunque interessante. Grazie.

deasimo ha detto...

caro dietny, come sai ho letto il tuo articolo e non mi trovo d'accordo sul principio di base e cioè mi sembra sbagliato scrivere un decalogo che regoli l'uso di Twitter come tu stai facendo.

Perchè anche se tu dici "secondo me, si dovrebbe fare così, è il mio punto di vista" e tutto ciò è molto bello e accettabile, di fatto io leggo il tuo post, che è quello di una twitstar (perchè noi ti consideriamo tale) e vedo:
1 - non defolloware chi ti defollowa
2 - non seguire più di 150 persone
3 - non chattare su Twitter

tu continuerai comunque a sostenere che non hai dato nessuna regola ma ti smentisce il fatto che c'è già chi ha cominciato a fare i compitini:
https://twitter.com/#!/loffio
"Sto sfoltendo una lista dei following, casomai non prendetela, non è personale, cerco di capire con chi interagisco di più"

detto questo non vedo l'ora di leggere la seconda parte e spero che presto ci regalerai anche una serie di consigli su come vivere

s

@arlec007 ha detto...

madonna anche io vorrei leggere "gol di roberto baggio".

per il resto credo che in un posto dove tutti sono o si credono progressisti e all'avanguardia e professano la libertà di opinione (tranne quella di bruno volpe ovviamente), il rompere i coglioni a dietnam per quello che ha scritto sia proprio un andarci contro, la libertà di opinione.
e comunque se uno come dietnam ti sta sul culo, perché leggerlo? allora vuol dire che hai proprio buon tempo e una gran voglia di rompere i coglioni.
si può dire sono d'accordo/non sono d'accordo, ma non dire "non devi scrivere queste cose".

Andrea Vignali ha detto...

ho una domanda da completo ignorante di twitter alla quale puoi benissimo rifiutarti di rispondere, che non voglio comunque iniziare un'altra discussione infinita, ma che mi aiuterebbe ad inquadrare le considerazioni che hai fatto.
Di facebook, cosa pensi? Secondo te è un social network dove tutto quello che non ti piace di twitter accade più facilmente?

Lan_se ha detto...

Premessa: in fondo siamo tutti degli rompicoglioni ai quali starà sempre sul culo qualcosa.

Sono d'accordo con Max, anzi io sono ancora più talebana di lui.
Non mi faccio grossi problemi a defoldare, chi si offende problema suo, se mi chiede spiegazioni gliele do (anche se sono inutili, cioè che vuoi che ti dica?), ma non si aspetti che io ritorni sui miei passi, a meno che l'utente in questione non ritorni ad essere interessante. Il mio defoldo è soprattutto per noia.
Non credo di aver mai chiesto spiegazioni, mi sembra chiaro che non posso mai averti fatto nulla di male visto che non ci conosciamo e che si tratta di una perdita di interesse per le chiacchiere che faccio a vanvera. Ci sta.
Bisognerebbe intendere il defollow come un cambio di canale alla tivvù, il programma si è fatto noioso e non mi va ancora di addormentarmi. Poi ovvio, se mi defolda qualcuno a cui tengo probabilmente chiedo, ma non mi è ancora davvero capitato.
Chi mi segue su Twitter non può davvero credere di conoscermi, sono sicuramente più complessa di quello che scrivo in 140 caratteri. Me stessa al 100% lo sono in altri luoghi, con altre persone.
Il defollowback è a discrezione, sinceramente. Spesso me lo aspetto, a volte lo faccio. Magari già non c'era più scambio, figuriamoci mo' che manco mi segui. Se però m'interessi non ti defoldo certo perchè mi sono offesa. Cioè così farebbe proprio ridere.

Riguardo i following, i miei sono pochissimi, perchè sono quelli che m'interessano, che mi fanno fare una risata o di cui apro i link, le foto, leggo le conversazioni, ascolto la loro musica. E faccio fatica già così, perchè c'ho pure altre cose da fare, sinceramente. Se poi trovo qualcuno nuovo e interessante lo seguo, magari per provare, se va va, se non va mica ti sto prendendo a calci nel culo, no?

La chat per appuntamenti mi sta sulle palle, non la faccio mai, mando diemme, a volte lo stesso a più persone, oppure uso skype. Mi complico un po' la vita magari, ma l'educazione è così, senza troppe scuse.

Io cerco di essere interessante nei limiti delle mie possibilità. Non sempre ci riesco, ci sono giorni in cui faccio per lo più reply perchè non sono in grado di produrre argomenti, altri in cui scrivo e basta perchè così mi va. Se vuoi andare via ciao, se vuoi ritornare prego. Fai un po' tu, a me non interessa, l'ingresso è libero e c'è l'open bar.

Comunque manco lo so che ho scritto, c'ho fame, in frigo c'è la nduja e quindi se volete scusarmi…

Lan_se

deasimo ha detto...

in riferimento al commento di @arlec007

ma te dietny li paghi questi yes man?

s

francesca ha detto...

mi sembra di stare alle medie, quando per stare simpatici al più figo della scuola gli davano tutti ragione.

arlec007: a me dietnam non sta sul culo, però non mi piace come ha scritto questo post, è legittimo? posso dirlo?

@arlec007 ha detto...

@francesca. certo che puoi dirlo, legittimo. sia qui (che mi sembra il posto adatto, sia su twitter. quello a cui mi riferisco (e non mi sembra il tuo caso, ma non so eh) è "l'accanimento", e non solo nei confronti di dietnam. mi sembra, ma magari mi sbaglio perché io non riesco a seguire tutte le dinamiche, che certe persone passino del tempo a leggere apposta cose scritte da gente a loro antipatica, solo per criticare.

@deasimo non mi paga ma ora inizierò a chiederglielo magari. poi yes man è tipo la canzone più figa dei canadians.

arlec007 ha detto...

non ho chiuso una parentesi e siccome da quando ho letto rodari mila anni fa, la cosa mi fa venire l'ansia, chiedo perdono.

nataliefinch ha detto...

Personalmente non amo essere osservata quando faccio cose e quindi, tanto meno, posto le mie azioni su facebook. Non uso twitter. Il mio blog lo conoscono in pochi e ci tengo a continuare così, perchè se scrivo qualcosa è perchè mi piace confrontarmi in modo utile e non penso che "la massa" sia utile. Sinceramente.
Mi posso quindi definire un osservatrice esterna giunta su questa discussione per caso. Giusto perchè Tajfel era un ricercatore geniale e sono finita su un blog che non c'entra niente con le teorie intergruppi.
A me sembra che tu non sia molto diverso dalle persone che critichi.
E' l'atteggiamento comune a molti nerd in rete quello di criticare con sarcasmo le cose per cui in realtà sbavano.
Enumerare i tuoi successi è un modo poco elegante per sottolineare che "tu puoi", che sei nella posizione (dato il numero di persone che ti segue e bla bla bla) di dire che molti degli utenti di twitter fanno schifo. Ma credo che non sarebbe un fatto senza conseguenze per te se la tua popolarità diminuisse. Popolarità che in parte dipende proprio dagli sciocchi di cui fai menzione nel tuo post.
Secondo me il vero problema - e lo ritengo un problema sociale e culturale - è che per troppe persone la visibilità è più importante del contenuto di ciò che mostra, unito all'altro grande problema: quello di preferire leggere una gran quantità di cagate piuttosto che una cosa buona, ma fruibile con un po' più di difficoltà.

Dietnam ha detto...

Elencavo i SUCCESSI per spiegare la quantità di follower. L'ho anche scritto. Ma forse ho usato il tono sbagliato.

Dietnam ha detto...

Poi non so, ma dimmi tu dove critico con sarcasmo le cose per cui sbavo. Sono CURIOSISSIMO.
Altra cosa: molti degli utenti twitter mi fanno schifo?
Seguendone 150 (e mettendoci dentro eventuali che leggo perchè ho occasione di discuterci) arriviamo a quanti? 200? (Fermo restando che dovrebbero farmi schifo TUTTI quelli che seguo, cosa abbastanza dura).
Dai, rileggi il mio post e magari lo capirai meglio.

arlec007 ha detto...

dato che dietnam mi paga, volevo aggiungere una cosa dopo avere letto il commento di @nataliefinch. hai detto che non usi twitter - e usi poco-o non usi facebook. e che il tuo blog è diretto ad un numero limitato di persone. va benissimo, ci mancherebbe. solo che mi chiedevo quindi su quali basi si fondavano le tue opinioni. (penso che gli altri "commentatori" usino twitter perché altrimenti non vedrei il senso dei commenti).

ora vado a controllare quanto ricca sono diventata.

Dietnam ha detto...

Nei "successi" ho dimenticato di mettere "Ho intervistato Bruno Volpe prima che fosse cool". Fate come se.

ivan ha detto...

Ammé mi segue Dietnam e anche Al Pacino. Ciao.

Anonimo ha detto...

Io sono così hipster che Dietnam mi seguiva prima che twitter fosse inventato.

Massimo

erika ha detto...

Parole sante, e lo dice una che ha voluto ricominciare da capo mettendoci la faccia, dopo tanto tempo e tanti tweet-tweet sparsi per la rete (e perdendo il 99% dei follower, sai che perdita).

Conosco persone che quando escono non fanno che fotografare con quelle app moleste (lo faccio pure io,ma a volte, sono divertenti anche se irritanti :P) e commentare ogni istante.
Ciò significa che:
a) sono sociopatici che non sanno intrattenere un discorso con dei presunti amici.
b) non lavorano e non hanno nulla da fare.
Quindi per principio non li seguo. Ecco.
Erika.
p.s: quando la gente capirà il vero scopo dei social ed in cosa si differenziano almeno in apparenza l'uno dall'altro... fatemi un fischio.

Anonimo ha detto...

non ho mica letto tutto eh, ma l'inizio mi piace, mi ci ritrovo nelle tue sagge parole (finora)
--trblandrew

Rajat ha detto...

I like twitter, but not more than facebook