01 aprile 2008

Something to write home about



Metto il disco nel computer. Peccato non avere uno stereo a portata di mano. Ascoltare la musica col computer è diverso. E' freddo. Perfetto. Bianco.
Ma io voglio i colori. Lo stereo nero. I led verdi. Le casse. La sedia a dondolo. La scritta Sony.

Comunque.

Premo play.

Forse i migliori primi sette secondi di sempre. Sto parlando dei primi sette secondi di "Holiday". Riconoscibilissimi, sti maledetti sette secondi. Holiday è un pezzo perfetto. Un po' come tutti quelli di sto disco.

what became of everyone i used to know? where did our respectable convictions go? your words don't match the story that your actions show.

E se mai un giorno dovessi farmi un tatuaggio (non succederà mai, suppongo) potrei optare per uno scontatissimo "Say goodnight means goodbye".
Magari troppo lungo da tatuarsi addosso.
Ideale però per il diario che non tengo più.
Diario che in realtà non ho mai tenuto.
Al liceo avevo la smemoranda. Piena di troiate.
Ero un teenager sfigato. Ma ero bravissimo a giocare a basket. Davvero bravo.

Non appena cambierò "Masturbazione pop" come sottotitolo del blog userò una frase rubata ad Action&Action, per la gioia dei miei amati anonimi.
Overexposure is the key and any focus on me is appreciated.
O no? ;)

I testi sono perfetti per qualsiasi situazione (t'ha mollato la morosa? hai mollato la morosa? hai passato una giornata di merda? vuoi un ritornello perfetto per non pensarci? o per pensarci ancora di più?). Every mistake that I make I couldn't have made without you.

E così arriviamo a Valentine, la prima "ballata" del disco. L'inizio mi ha sempre ricordato American English degli Idlewild. Il testo parla da solo.

Comunque parlare di questo disco è difficile essenzialmente per un motivo. A differenza di quando ho scritto di Mellon Collie (qui, qui e qui), Siamese Dream (qui e qui) e di 1977 degli Ash, il disco dei Get Up Kids è un'opera che vedo più nella sua completezza che non nei singoli episodi. Forse perchè in Something to write home about le canzoni sono TUTTE belle. Dalla prima all'ultima. Quindi è anche difficile dire "questa è la mia preferita". Per dire, in Mellon Collie c'è almeno una canzone (Cupid De Locke) che non mi piace. In Siamese Dream Silverfuck è l'unica canzone che non ho mai ascoltato in repeat e alcune volte è stata pure skippata. In 1977 I'd give you anything è ben lontana dal farmi impazzire.

Qui invece tutto è come dovrebbe essere.
Potrei scrivere della perfezione e delle lacrime di Out of Reach, del come quasi tutte le canzoni si rivolgano a te, che stai ascoltando. Un disco tutto "da me a te". Ma in realtà un disco da te a quel "tu" che solo tu puoi conoscere. Niente storielle o puttanate che potrebbero non interessarti. La parola "you" è presente praticamente ovunque.

-i know you think my life would stop with you away
-you taught me how i play the fool
-it's words you forget to anniversary songs
-i trusted misleading promises worth repeating, how could you do this to me?
-i've got pictures to prove i was there, but you don't care
-how can you tell me that everything will work out?
-everything that you've been giving isn't what if was before
-you're barely missing me, I'm missing you and everything you do
-shut your eyes and when you wake i'll be gone
-you're unaware that you should be scared, maybe you'll learn from mistake that we make
-don't worry I'll catch you, don't ever worry

Questo disco lo ascolto da anni. Molti anni. Alla faccia dell'anonimo che nel post precedente mi dà dello sfigato :)
Evidentemente non mi conosce così bene.
Il pregio massimo di "Something to write home about" è quello di lasciarsi ascoltare anche 10 volte di fila senza un attimo di noia. Poi magari lo abbandoni per qualche giorno, qualche settimana, qualche mese, e quando lo riascolti è sempre bello come l'ultima volta, e come tutte le volte precedenti.

Sono pochi i dischi così. Pochissimi. Dischi che ascolterei in repeat sempre e comunque.
Il classico disco da isola deserta.

Il classico disco che, se sei un/a teenager oggi, dovresti comprare, scaricare, dissezionare, analizzare, fare tuo.
Faresti innamorare di te chiunque.
Di qualunque sesso.
E anche se non sei un/a teenager, procuratelo.
Perchè ascoltato a 16, 17, 18, 19 anni è un disco che ti cambia la vita.
Ascoltato a 20, 21, 22, 23, 24, 25, 26, 27, 28, 29, 30, 31, 32 anni e oltre è un disco che ti fa pensare "cristo, è andata davvero così! la mia vita, porcaputtana! eccola qui, nero su bianco!!!".

Ricorderò per sempre quando un'amica, dopo aver letto il mio post su 1977, m'ha detto "ne ho comprato una copia, ho stampato il tuo post, l'ho appiccicato al disco, e l'ho regalato".
Son belle cose, che trasformano questo blog dal classico "blog privo di contenuti ma pieno di figa e stronzate" a "blog che ogni tanto serve a qualcosa".
Spero oggi serva a far salire ulteriormente gli ascolti dei Get Up Kids su LastFm.

Avanti, gente: comprare, scaricare, rimediare in qualche modo!!!

Per ulteriori info:
THE GET UP KIDS (wikipedia)
Something to write home about (amazon)

8 commenti:

Valido ha detto...

Su questo disco hai tutto il mio appoggio. All'epoca si riusciva ancora a dire "emo" senza vergognarsi e rischiare una mutandata...

Kekko ha detto...

noi qua si è EMO e si è INDIE ancor oggi senza nessuna vergogna. noi CE NE SI FOTTE delle spillette e delle frangette. noi si ha Four Minute Mile nel cuore e Something nell'autoradio. non ascoltare una cosa bella come Something per non voler essere confusi è come non guardare la nazionale ai mondiali per la paura che qualcuno urli FORZA ITALIA nel bar senza venire pestato seduta stante.

rilanciamo con On A Wire e Guilt Show, in ogni caso.
you're a few years overdue
i spent'em waiting years for you

Anonimo ha detto...

Con questo post non so, ma con il post sugli Ash diventerai l'idolo delle teenager. Il Moccia indie, insomma.

ghibo @ emotionalbreakdown ha detto...

guarda, oltre a sapere che suoni nei canadians di te non conosco altro, ma dopo un post così non posso che dare la mano virtualmente ed una bella pacca sulla spalla

heavyhorse ha detto...

mi sono ritrovato nei tuoi post su siamese dream e mellon collie, dischi che posso inserire nei 10 fondamentali della mia vita e tu lo sai bene (sicuramente mellon).

questo ammetto di non conoscerlo.
stasera lo scaricherò. e lo ascolterò leggendo il tuo post.

Anonimo ha detto...

Bravo Fiorio, per una volta! : D
I Get Up Kids sono la band perfetta e Something to Write Home About è probabilmente il disco più bello di sempre, il fatto che Pitchfork gli abbia dato un voto infame ne è testimone.
Concordo anche sul fatto che è un disco da ascoltare prima dei 18/20 e lasciare che influenzi pesantemente tutta la propria cultura musicale futura.
Anche gli EP sono dei capolavori:
http://www.youtube.com/watch?v=zsX2qXcs-Z0

Matteo

Doninside ha detto...

Ascoltati anche "Off the wagon" dei get up kids, gran bel pezzo

Sergio Sarnicola ha detto...

E bravo Dietnam... non ti facevo un fan dei Get Up Kids... disco superbo, non c'è che dire :)